| alazaro |
Enviado - 03 noviembre 2009 : 11:30:32 |
Il glottosauro dei lituani
Pietro U. Dini Università di Pisa
Che cos’è un glottosauro? Chiedetelo ai lituani che lo conoscono bene. Oppure andate a sentire come parlano... Questo desiderio assalì più d’un linguista fra quelli che hanno fatto la storia della linguistica: August Schleicher, Ferdinand de Saussure, Louis Hjelmslev, per citarne solo alcuni, e ai nostri giorni è alla portata di tutti.
Oggi il lituano (lietùviu kalbà) è la lingua ufficiale della Repubblica di Lituania, paese che dal 1° maggio 2004 è membro dell’Unione Europea, dopo che nel 1990 restaurò l’indipendenza già goduta nel periodo fra le due guerre (1918-1941). Attualmente il lituano è la 139° lingua parlata nel mondo (l’italiano è a 24° posto) ed è la lingua nativa di circa tre milioni di parlanti residenti nella repubblica (su un totale di 3.690.000 ab. secondo il censimento del 1989). La sua diffusione territoriale coincide con le attuali frontiere politiche; minoranze linguistiche lituane si trovano tuttavia anche in Bielorussia (in una dozzina di villaggi), in Polonia (soprattutto a Puñsk/Punskas), in Lettonia (lungo il confine e in Curlandia). Un altro mezzo milione circa di parlanti è disperso nelle comunità lituane della diaspora, con maggior concentrazione negli S.U.A. (Chicago), Canadà e Argentina (meno in Brasile). Negli ultimi anni si sono accresciute le comunità lituane in Europa, specie in Irlanda, Inghilterra e Spagna (Valencia, Almería).
L’odierna situazione dialettale dell’area lituanofona si caratterizza, nonostante la relativamente ristretta superficie repubblicana (65.200 kmq), per straordinaria ricchezza. Il lituano conosce due aree dialettali maggiori: a) il dialetto altolituano (talora detto aukštaitico, lit. aukštaiciu tarmé), più conservativo e territorialmente più esteso; b) il dialetto bassolituano (o samogizio, lit. žemaiciu tarmé), più innovativo, parlato nelle regioni nord-occidentali, a loro volta oggetto di numerose sottoclassificazioni. Il primo è parlato nella regione sud-orientale e collinare della Aukštaitija (la vetta più alta è di 319 m.); il secondo, circa tre volte minore del precedente, è parlato nella regione nord-occidentale e pianeggiante della Žemaitija (Samogizia). Il confine attuale fra le due macroaree taglia verticalmente la superficie della repubblica fino a Raseiniai e vira verso ovest sino a Šiluté. L’attuale lingua comune o standard (bendriné lietuviu kalba) è uno sviluppo dell’altolituano sud-occidentale, parlato lungo l’antico confine fra il Granducato di Lituania e il Ducato di Prussia.
Ultimo popolo battezzato in Europa (1386), i lituani, a dispetto dell’arcaicità della loro lingua, giunsero alla scrittura relativamente tardi, ma conobbero una ricca e fiorente tradizione orale. Nel Rinascimento, secondo una teoria allora molto diffusa, i lituani erano considerati discendenti degli antichi Romani (ex Italico sanguine oriundi) e anche la loro lingua era identificata come una variante del latino (talora dell’italiano!). I primi testi in lingua lituana comparvero soltanto in piena Riforma, alla metà del Cinquecento. Nel Settecento fu composto in esametri il poema “Le stagioni dell'anno” (Metai), la prima opera di soggetto profano. Quando poi, per quarant’anni (1864-1904), lo zar impose l'alfabeto cirillico e proibì quello latino, i lituani pubblicarono i loro libri all'estero e li contrabbandarono in patria come una merce preziosa grazie a duemila Portalibri, che assursero così a simbolo romantico del montante movimento patriottico nazionale.
I lituani sono, da un punto di vista etnico-linguistico, un popolo baltico che parla una lingua baltica che, con il lettone (e altre lingue ormai estinte: prussiano antico, curone, selone, jatvingio, galindo, ecc.), costituisce un gruppo autonomo della famiglia indoeuropea (le lingue baltiche, appunto, così come le lingue celtiche, quelle germaniche, quelle slave, le iraniche e altre ancora). Questo ceppo linguistico si caratterizza, secondo la definizione di Matteo Bartoli e Giuliano Bonfante, da arcaicità e conservatività rispetto a tutte le altre lingue indoeuropee.
A dispetto delle sue attestazioni, relativamente tarde (seconda metà del 16° secolo), il lituano di oggi conserva una qualità di lingua arcaica: anzi, è la lingua più arcaica, ma ancora oggi parlata, della famiglia indoeuropea. Un glottosauro, cioè un dinosauro linguistico vivo e vegeto.
Insieme con il lettone, il lituano costituisce il gruppo baltico della famiglia linguistica indoeuropea. Da un punto di vista diacronico, lituano e lettone (con altre lingue estinte) appartenevano al ramo orientale (baltico orientale) che, insieme con il baltico occidentale (rappresentato essenzialmente dal prussiano antico, estinto nel sec. 17°) costituivano il gruppo linguistico baltico. Studi idronimici hanno acclarato l’esistenza seppur residuale di altri due rami marginali, cosiddetti baltico del Dnepr e baltico di Pomerania.
Le norme della lingua lituana standard sono oggi fissate dalla Valstybiné lietuviu kalbos komisija (Commissione statale della lingua lituana) <http://www.vlkk.lt>, organo repubblicano con sede in Vilnius. Il Lietuviu kalbos institutas (Istituto di lingua lituana) <http://www.lki.lt> è un ente investigativo in svariati ambiti della linguistica lituana, dalla storia della lingua alla dialettologia, dalla lessicologia e dalla terminologia alla grammatica. La Baltistikos katedra (Cattedra di baltistica) <http://www.vu.lt>, presso l’Università di Vilnius, è da molti anni a questa parte il centro riconosciuto della baltistica internazionale; qui si organizzano numerosi convegni scientifici, il più importante dei quali è il Congresso internazionale dei Baltisti che si tiene con cadenza periquinquennale. Il sito BALTNEXUS http://www.baltnexus.lt è una rete internazionale di lituanistica e baltistica.
Durante il secolo appena passato, la cultura lituana ha conosciuto in Italia due momenti di maggiore fioritura: gli anni Venti e Trenta e soprattutto gli ultimi anni Ottanta, nella concomitanza con la protesta identitaria dei Balti, in quella congiuntura storica che portò alla disgregazione dell’Unione Sovietica. Nel mezzo, lunghi decenni di totale oblio. Non è stato perciò un caso che quasi tutti i libri italiani concernenti la Lituania, comprese le traduzioni dal lituano in italiano, hanno visto la luce in quegli anni. Oggi in Italia le materie baltistiche e la lingua lituana sono insegnate nelle Università di Firenze, Parma e Pisa.
* Pietro Umberto Dini (www.pudini.eu) insegna Filologia Baltica presso il Dipartimento “Tristano Bolelli” dell’università di Pisa. Si è specializzato in baltistica in Lituania, Lettonia, Polonia e Germania. Doctor h.c. dell’università di Vilnius (2006), membro corrispondente dell’Accademia delle Scienze lettone (2004) e dell’Accademia delle Scienze lituana (2007), ha ricevuto l’Ordine di Gediminas dal Presidente della Repubblica di Lituania. Il suo libro Le lingue baltiche (Firenze, 1997) è tradotto in quattro lingue.
Per ragioni tecniche, ci dispiace di non poter riprodurre certi segni diacritici caratteristici della lingua lituana.
Per raons tècniques, lamentem no poder reproduir determinats signes diacrítics característics de la llengua lituana.
Por razones técnicas, lamentamos no poder reproducir determinados signos diacríticos característicos de la lengua lituana.
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| alazaro |
Enviado - 09 noviembre 2009 : 19:04:20 |
THE MYSTERIOUS BEAUTY OF LITHUANIAN LANGUAGE
LITHUANIAN AT A GLANCE
Writing system: Lithuanian is considered one of the more conservative modern Indo-European languages, and certain Lithuanian words are very similar to their Sanskrit counterparts. Like many of the Indo-European languages, Lithuanian employs a modified Roman script. It is composed of 32 letters.
Language family: Indo-European, Baltic, Eastern-Baltic Spoken in: Lithuania, surrounding areas, and many other countries. Lithuanian is one of two living Baltic languages, along with Latvian. An earlier Old Prussian Baltic language was extinct by the 19th century; the other Western Baltic languages, Curonian and Sudovian, went extinct earlier. The Baltic languages form their own distinct branch of the Indo-European languages.
Lithuanian is spoken mainly in Lithuania. It is also spoken by ethnic Lithuanians living in today's Belarus, Latvia, Poland, and the Kaliningrad Oblast of Russia, as well as by emigrant communities in Argentina, Australia, Brazil, Canada, Estonia, Iceland, Ireland, Norway, Russia proper, Sweden, the United Kingdom, the United States, and Uruguay.
Vocabulary: The basic vocabulary of Lithuanian does not possess many loan words. Some words known as senieji skoliniai (old loan words) were borrowed from its close neighbors (Slavs and Germans) a very long time ago. Like most other languages, Lithuanian has quite a few international words which came into the language along with 20th-century inventions.
Total speakers: 4 million.
Number of native speakers: 2,955,200 people in Lithuania (including 3,460 Tatars), or about 80% of the 1998 population, are native Lithuanian speakers; most Lithuanian inhabitants of other nationalities also speak Lithuanian to some extent. The total worldwide Lithuanian-speaking population is about 4,000,000.
Official language of: Lithuania, European Union; also Punsk, Commune in Poland
FIGURES AND FACTS
• Lithuanian is a very old language. This is a bit of mythology which is constantly repeated whenever the subject of the Lithuanian language arises. Lithuanian (lietuviu kalba) is the closest among all European languages to the Sanskrit, or even Proto- Indo-European language. “Anyone wishing to hear how Indo-Europeans spoke should come and listen to a Lithuanian peasant.” - said a famous French linguist Antoine Meillet. Why exactly that folk out of all other European nations has preserved the ancient language roots?
• When specialists in Indo-European linguistics try to reconstruct the Proto-Indo-European language they find that contemporary Lithuanian is as important as the ancient tongues such as Latin, Greek and Sanskrit.
• Paul Thieme, 1958, has compared the Lithuanian proverb: Dievas davé dantis; Dievas duos ir duonos and its Latin translation Deus dedit dentes; Deus dabit et panem ‘God gave teeth, God will also give bread’ with what he (Thieme) calls an old form of Sanskrit: Devas adadâ t datas; Devas dâ t (or dadâ t) api dhâ nâ s. (Actually according to the rules of Old Indic phonetics, several of the words occur in a slightly different form in a connected text in Sanskrit.)
(Source: http://www.vukhf.lt/index.php?option=com_content&task=view&id=128&Itemid=7910) |
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