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 TURISME A HONGRIA / TURISMO EN HUNGRÍA

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R E V I S I Ó N   D E L   T E M A       
alazaro Enviado - 26 agosto 2006 : 18:46:54
TURISME A HONGRIA / TURISMO EN HUNGRÍA

http://www.hungriaturismo.com/

L'Oficina Nacional de Turisme d'Hongria a Espanya presenta un magnífic web, molt útil no tan sols per preparar un viatge a aquell país, sinó també per conèixer una mica el seu art i la seva cultura. En castellà, portuguès i anglès.

La Oficina Nacional de Turismo de Hungría en España presenta una magnífica web, muy útil no sólo para preparar un viaje a aquel país, sino también para conocer un poco su arte y su cultura. En castellano, portugués e inglés.

34   U L T I M A S      R E S P U E S T A S    (La más nueva primero)
alazaro Enviado - 06 diciembre 2009 : 23:20:50
Los manantiales de Hungría
La proclamación del 2003, como Año de la Salud, ratifica el impulso del gobierno húngaro
por recuperar y rehabilitar su patrimonio termal


EL NACIONAL, Caracas
15 de noviembre 2009

El Danubio, el segundo río mas largo de Europa y el cual remansa sus aguas cuando entra en el corazón de Hungría, pasea majestuosa por su balnearias y por las ciudades mas bellas del mundo, reconocida por la Unesco como patrimonio de la Humanidad, forman parte de uno de los principales atractivos turísticos de este país europeo.

Hungría es un país privilegiado en aguas termales. Su patrimonio en fuentes y manantiales de aguas minero medicinales está considerado como uno de los más importantes de Europa y aunque no tiene salida al mar, el agua es fuente de salud para sus ciudadanos y turistas. Dispone de grandes lagos, como el Balatón -el mayor de la Europa central y occidental-, el Velence, el Tisza y el Fertó; caudalosos ríos como el Danubio y el Tisza y decenas de otros ríos que cruzan el país en todas las direcciones.

Estas aguas termales son una riqueza de incalculable valor, ya que buena parte del territorio húngaro, y especialmente, su capital Budapest, guarda en el subsuelo una auténtica reserva de aguas minero medicinales.

Budapest, también conocida como "el París del Este", es la única ciudad del mundo con más de 130 manantiales de agua minero medicinal con efectos curativos. Precisamente estos manantiales de aguas termales calientes son uno de los atractivos de la capital húngara, destacando su arquitectura termal influencia de la cultura romana y del más puro estilo otomano, con cúpulas de cobre, bellos mosaicos y el característico remate de media luna en lo alto.

Los húngaros acuden a sus balnearios para tratar dolencias reumáticas, estomacales, intestinales, ginecológicas, cardíacas, de la piel o los huesos. Pero otros lo hacen como un acto social más, siguiendo una tradición milenaria que les permite reunirse con sus amigos, familia, practicar deportes o simplemente pasar el tiempo en sus hermosas aguas.

(http://www.el-nacional.com/www/site/p_contenido.php?q=nodo/108420/Viajes/Los-manantiales-de-Hungr%C3%ADa)
alazaro Enviado - 02 octubre 2009 : 23:12:13
Ungheria: nelle terre del tokaji
La Strada del Vino di Eger


TGcom
28/9/2009

Ricca di storia, Eger è una delle città barocche più belle dell’Ungheria. Ma quello che più colpisce della città è la posizione tra i rigogliosi vigneti dell’Ungheria, a ridosso di una delle più storiche zone vinicole del Paese.

Qui la tradizione enologica è antica e lungo via Szèchenyi, la strada principale di Eger, si possono trovate cantine e ristoranti con pregiate etichette di rossi e di bianchi. Tra le varietà più famose il sangue di toro di Eger (Egri Bikavér). Questo vino rosso si può gustare nelle cantine scavate nel tufo della valle Szèpasszony. Una curiosa leggenda è nascosta dietro la denominazione del vino: si narra che, per sostenersi in una feroce battaglia contro l’attacco dei turchi, i soldati ungheresi in difesa della fortezza di Eger, bevvero gran quantità di vino rosso, cosicché quando i turchi si trovarono di fronte i guerrieri magiari con le barbe macchiate di rosso pensarono che la loro ferocia e abilità nel combattimento derivassero dall’aver bevuto sangue di toro. E così, terrorizzati, si ritirarono. La Strada del Vino di Eger abbraccia ben 17 località tutte limitrofe al suo capoluogo: Andornaktálya, Demjén, Egerbakta, Egerszalók, Egerszólát, Felsotárkány, Kerecsend, Maklár, Nagytálya, Noszvaj, Novaj, Ostoros, Szomolya, Aldebro, Feldebro, Tófalu, Verpelét.

Ma Eger è famosa anche per le sue acque termali e per essere un centro dedicato al benessere: in città, niente di più facile che dedicarsi alla cura del proprio corpo nell’hammam turco Török Fürdô (omonima via, al civico 1), importante già in epoca ottomana.

Nella graziosa Egerszalòk invece si può godere delle proprietà terapeutiche delle acque termali.

Sempre nei dintorni, da non perdere una visita al Parco Nazionale di Bükk Noszvaj e il Castello De la Motte, di epoca settecentesca, un gioiello barocco nella trama architettonica ungherese.

Regione di Eger a parte, il vino più noto di tutta l’Ungheria resta il Tokaji Aszú, prodotto da un vitigno autoctono ungherese, che ancora una volta deve la sua fama ai turchi: e sì, perché, con le invasioni, i contadini furono costretti ad abbandonare la vendemmia; in questo modo le uve appassirono e ammuffirono, ma sotto la guida di un religioso (Szepsi Laczkó), vennero raccolte e spremute ugualmente. Il sapore che ne risultò fu davvero buono, che Laczkó decise di provare ad aggiungere questo nettare al vino comune prodotto l’anno precedente, e così diede origine al Tokaj. Oggi storia, aromi e leggende si possono gustare in tutta la loro bontà lungo la strada del vino che abbraccia l’area di Tokaji-Hegyalja, nella parte nord-occidentale dell'Ungheria, vicino ai confini con la Slovacchia e l’Ucraina: 62 km di cantine, degustazioni, paesaggi immersi nel verde. L’itinerario consigliato? Quello che si snoda lungo le località di Szerencs, Mezozombor, Tarcal, Tokaj, Sarospatak, Satoraljaujhely.

Per maggiori informazioni: www.turismoungherese.it

(http://www.tgcom.mediaset.it/turismo/articoli/articolo460979.shtml)
alazaro Enviado - 20 septiembre 2009 : 23:56:44
Ungheria: vacanze all'insegna del benessere
Terme e Medioevo sul lago di Heviz


LEONARDO
/ Viaggi
09.2009

Annoverato tra i più importanti centri termali e turistici d’Europa, il lago di Heviz si trova in una grande vallata, a pochi chilometri da Keszthely, sul versante nord-occidentale del Balaton. Unico al mondo nel suo genere, riceve la propria acqua termale da un geyser e si estende su una superficie di 4,7 ettari (profondità 36 metri). Straordinaria la sua acqua, la cui temperatura d’estate si aggira sui 33-34°C, mentre d’inverno non scende mai sotto i 26°C. Il lago gode di un continuo, rapido e integrale ricambio idrico e, dal momento che l’acqua calda affiora in superficie e vi si distribuisce radialmente, ogni punto del lago gode della stessa temperatura. Pregevole per le sostanze curative contenute è il fango leggermente radioattivo presente sul fondo del lago. Numerose le possibilità di cure e trattamenti termali: acqua curativa e fango si rivelano infatti molto adatti per la terapia di patologie croniche dell’apparato motorio, di stati post-traumatici e patologie delle articolazioni. Heviz dispone di ottimi alberghi 4 stelle, numerosi hotel di diversa categoria e un campeggio termale in riva al lago, da dove si può entrare direttamente in acqua. Gran parte degli alberghi hanno anche un proprio centro termale e wellness, entrambi comodamente accessibili direttamente dall’hotel.

Altri centri termali in zona

Nella cittadina di Sárvár sgorga una delle acque termali più preziose dell’Ungheria. Fiore all’occhiello di questa località è il Centro Termale e Wellness, un nuovo complesso di 55.000 mq che offre una vasta gamma di servizi curativi e di benessere.

Il bagno termale di Bük, sempre nei pressi di Sárvár, vanta una struttura terapeutica di riconosciuta efficacia, dove sono assicurati anche divertimento e relax grazie al nuovo parco giochi e Birdland Golf & Country Club.

Alle terme di Zalakaros, infine, relax garantito in un ambiente tranquillo e silenzioso.

Altre fresche proposte in strutture moderne, con scivoli, piscine a onde e tanto divertimento aspettano piccoli e grandi nelle località di Kehidakustyan e Balatonfüred, dove nell’acquapark Annagora sono installati 15 scivoli coperti e scoperti, nonché una piscina a onde di circa 50 metri, un centro bambini con piscina di divertimento baby e una mini piscina a onde.

A Zalaegereszeg, poi, si trova un grande Acquacity esteso su una superficie di 8 ettari, con 18 lunghi scivoli e numerose piscine.

Dalle terme un salto nel fascino del Medioevo

Imponenti fortezze di origine medievale, storicamente decisive nelle lotte sostenute dagli ungheresi contro tartari, turchi e Asburgo sono diffuse in tutta l’Ungheria, zona del Balaton inclusa. Qui la visita interessa le fortezze delle località nei dintorni di Hèviz, in particolare Sümeg, Rezi, Szigliget e, vicino a Balatonfüred, Nagyvazsony.

La cittadina di Sümeg è nota per la sua grande fortezza del XIV secolo, una delle meglio conservate dell’Ungheria e di notevole interesse turistico. Per la gioia di coloro che desiderano fare un tuffo nel passato e vivere una fiaba medievale tra dame, cavalieri, maghi e giullari, vi si tengono manifestazioni estive caratteristiche, ad iniziare dai «Giochi del Castello di Sümeg» (8-9 agosto), mentre tra giugno e agosto diverse serate sono allietate dalle ghiotte «Cene medievali» a base di piatti tipici.

Proseguendo a piedi da Sümeg, attraverso un percorso segnalato e immerso nel verde, si arriva in cima ad una collina con i ruderi della fortezza medievale di Rezi: magnifica qui la vista sulla campagna circostante.

Szigliget poi, una delle mete preferite dai turisti ungheresi, è un centro di straordinaria atmosfera: immerso nel verde, con le sue tipiche case con tetto in paglia dell’antico villaggio (patrimonio sotto protezione), regala dall’alto della sua collina (con rovine di una fortezza del XIII secolo) un magnifico panorama. In questa zona si trova anche uno dei castelli della nobile e nota famiglia Esterhazy: oggi è diventato centro di incontro di scrittori, mentre nel suo parco (12 ettari) si trovano più di 150 specie di pini.

A 20 km da Balatonfüred si trova, poi, il piccolo centro di Nagyvazsony con il Castello Kinizsi, la cui torre alta 29 metri ha reso famoso Pal Kinizsi (1446-1494), un mugnaio dalla forza leggendaria che divenne condottiero preferito del grande re rinascimentale Mattia; costituito capitano della fortezza, ne fu strenuo difensore: oggi è sepolto nella cappella. Alla storia della fortezza e ai risultati degli scavi archeologici sono dedicate le esposizioni presenti nel locale museo.

Infine chi cerca qui un albergo particolare, ha a sua disposizione il Castello Zichy del XVIII secolo, dotato anche di un maneggio e nel cui parco si tengono i giochi equestri di Nagyvazsony, a luglio e agosto.

(http://viaggi.leonardo.it/mete/85126/ungheria-vacanze-allinsegna-del-benessere)
alazaro Enviado - 25 agosto 2009 : 21:19:35
Travel: Hungary over the handlebars

By Carolyn Schwartz
SUMMIT DAILY NEWS, Frisco (CO, USA)
Sunday, August 23, 2009

The premise is a simple one: While we are in France for a four-month house exchange with French friends, we will hop over to Hungary for some biking around the countryside.

So I go online and within minutes, find Tradnatura Sports, a family-run cycle-touring company with several great-sounding itineraries to choose from. I like what I read about the company. It is owned by a couple — Peter Beck and his wife Marietta — and that, in addition to van-supported cycling, the tours provide plenty of sight-seeing adventures as well. And best of all, the price is so right!

Soon Peter and I are correspondents. I tell him that I want to bring my full-blooded Hungarian husband to the country of his ancestors. It is time Bill discovers his long-lost roots.”In the e-mails that fly back and forth between us, I can tell that Peter has a warm sense of humor and that he and Marietta will do whatever it takes to make our Hungarian experience safe, informative and fun.

The itinerary I choose has a name: Castles and Spas of Northwest Hungary. There will be seven cycling days and one day of rest. The distance to be covered will be some 220 miles. We will stay in castles, bathe in thermal waters (a huge attraction in lots of middle European countries but especially popular in Hungary), visit cathedrals, monasteries and museums, recreate at beautiful Lake Balaton (the Hungarian Sea), and sample local gourmet foods and wines all along the way.

For sure, neither Peter, nor the advertising blurb do justice to the real thing.

Budapest


We fly to Budapest where Peter meets us with his light-up-a-room smile. After a welcome dinner at the Normafa Hotel high in the Buda hills, we meet our fellow cyclists: a Swiss, a German, a Brit, a Hawaiian-American, a Mexican, and one other American besides Bill and I. We speak three languages and use them interchangeably. And amazingly, despite diverse ages, abilities and personalities, our mutual love of cycling bonds us together from day one until we say good-bye.

After a morning tour of the Pearl of the Danube (the river divides the city of 2 million inhabitants in two, Buda and Pest), we bus to our cycling starting point — the city of Gyør in the northwest corner of the country. Following a restful night in a former Carmelite cloister and a 20-item breakfast spread in the morning, our group gathers at the starting gate.

Smelling the roses


Bill and I are thrilled that this isn't one of the super-aggressive cycle tours we've been on before. The daily rides vary from 15 to 45 miles. The roads, with few exceptions, are relatively flat. Even Alexandra, a woman from Seattle who claims she hasn't cycled much before, does just fine.

Although our cycling days last seven to eight hours, we stop often for sight-seeing. Our lunch hour is actually twice that long. Peter and Marietta take turns cycling with us, alternately driving the 12-passenger van. When it is Marietta's turn to prepare the picnic, we famished cyclers are in for a treat.

After our morning ride we find her in a park that borders the Danube. She stokes a wood fire. An enamel-coated pot, suspended from a metal frame hangs over the fire. In the pot is a mixture of onions, red and yellow peppers and spicy pork sausage, sizzling together in paprika-drenched oil. The combination —called Lecsø (Letcho) — qualifes as a Hungarian picnic staple, and the aroma draws us in like bear cubs to a honey pot.

Friendly locals


As we pedal along quiet roadways, we are never bored. Plains of ripening wheat fields carpet the gently undulating terrain. Vibrant yellow rapeseed fields and patches of brilliant red poppies provide the contrast. Some days we ride for hours in nature preserves, where thick woods shelter us in a tent of green. And every few miles, we come to neat villages with friendly people who wave as we pass by.

Plenty of diversions provide excuses to dismount: A Romanesque church from the 13th century; a cherry tree in a vacant lot whose fruit will fall to the ground if we don't pick it first; an Esterházy family's Baroque Palace with its park in the style of Versailles; a roadside panzio that sells langøs (lang-osh) — fried bread dough, slathered with butter and fresh garlic; the famous Helikon library, whose 80,000 volumes make up the largest surviving “aristocratic” library in the world; a two-dozen-flavor gelato store.

Can you guess which of these “side-tracks” takes precedence in a road-weary pedaler's mind?

At the end of the second day, we nearly faint when we round a corner in the city of Hédevár, and a castle straight out of a fairy tale comes into view. We're even more bedazzled when Peter tells us that it's our hotel.

The Renaissance-style structure is 400 years old. Our rooms are exquisitely furnished — luxe, luxe, luxe. We dine like royalty in the finery of our jeans and warm-up suits in an elegant library dining room. We give thanks for a day well spent in the tiny, but gilt-embellished chapel at the end of the hall.

In one 12-hour day, we've gone from grubby to grandiose; from hot and sweaty to sophisticated and serene. It's just a little preview of the unending contrasts and surprises waiting for us in the seven days still ahead.

More info

Contact Peter Beck at Tradnatura Sport:
info@tradnaturasport.hu. www.tradnaturasport.hu.

(http://www.summitdaily.com/article/20090823/NEWS/908229988/1078&ParentProfile=1055)
alazaro Enviado - 05 agosto 2009 : 22:22:21
Ungheria: scoprirne la cultura e la gastronomia
Arte, paesaggio, tradizioni e buona cucina


Leonardo.it - Viaggi
08.2009

Arte e paesaggio alla penisola di Tihany

Alla bella penisola di Tihany (http://www.tihany.hu/) si arriva in battello da Balatonfüred e, al termine della panoramica passeggiata che sale verso il centro, si viene accolti da uno dei simboli del Balaton: la settecentesca Chiesa barocca a due campanili della penisola di Tihany, maggiore attrattiva storico-artistica del luogo, con la cripta di un’Abbazia benedettina fondata nel 1055. La Chiesa sorge nell’antico e delizioso villaggio di pescatori, sagomato dal profilo delle tipiche case popolari e abitazioni del XVIII secolo, ora trasferite nel locale museo etnografico all'aperto (Szabadtèri Nèprajzi Mùzeum in via Batthyany Lajos u. 36); da segnalare la bella casa del vasaio (viale Pisky 9). Tra le singolari attrazioni di questa zona, spiccano le grandi formazioni di basalto lavorate dagli agenti atmosferici, le antiche dimore degli eremiti scavate nella roccia vulcanica e le abitazioni dei monaci basiliti dell’XI secolo: il tutto nello splendido scenario colorato dai mandorli del monte Csùcs e da fiabeschi campi di lavanda. Infine, diversi punti di osservazione della penisola di Tihany – come il Kiserdô-tetô e la zona dei geyser del Gejzir-mezô – dischiudono un magnifico panorama su due laghi.

Grandi vini e importanti cantine a Badacsony

La riva settentrionale del Lago Balaton è la più interessante dal punto di vista paesaggistico e storico. Costellata di colline e sovrastata dal Monte Badacsony (vulcano spento), è rinomata per i suoi numerosi vigneti e gli ottimi vini, soprattutto bianchi, che vi si producono. Tutto attorno, immersi tra colline di scenografica bellezza, sorgono suggestivi villaggi, con antiche rovine di manieri medioevali insieme a chiese e pievi di varie epoche. A Badacsony, tra due bellissimi palmenti di circa 200 anni, si trova casa Kisfaludy, struttura barocca dove è stato realizzato il ristorante-vineria più frequentato del lago; magnifico il panorama che vi si può godere. Nella stessa località troviamo anche la casa-museo del pittore Jozsef Egry, uno dei maggiori artisti del Balaton. Altre singolari attrattive dell’area protetta di Badacsony sono i cosiddetti «monti» (in realtà si tratta di colli) Gulacs (393 m), Csobanc (376 m) e Szent György (415 m), dove sono ancora chiaramente visibili le tracce del livello d'acqua qui anticamente raggiunto dal mare Pannonico, specie lungo quella che oggi è la passeggiata geobotanica. A Badacsonyors, da visitare il giardino Folly, con 400 specie diverse di sempreverdi (via Arboretum u. 5., aperto da aprile a ottobre, martedì-domenica 9-18).

Porcellane e regali a Herend

Nella località di Herend (http://www.herend.com/) si produce, da quasi due secoli (1826), una porcellana di fama internazionale che, insignita per il suo pregio e bellezza di numerosi premi e medaglie d'oro, è stata la preferita anche delle case reali asburgica e britannica. I prodotti più belli della manifattura realizzati esclusivamente a mano sono: un cestino di frutta decorato con 250 rose, piatti di servizio decorati a mano con farfalle e fiori «fantasia Victoria» in onore della Regina Victoria. Il museo di storia dell'arte della porcellana custodisce e presenta oltre 8 mila oggetti. Assolutamente da non perdere la visita alla manifattura dove si può assistere dal vivo alla fabbricazione degli oggetti in porcellana. La porcellana di Herend fa sfoggio di sé anche sui tavolini del caffè-ristorante Apicius, impreziositi da un ricco assortimento dei servizi da tavola più apprezzati.

Antiche tradizioni magiare

Nella vicina Kàpolnapuszta merita una visita l’importante riserva di bufali che vi si trova, mentre nei dintorni del villaggio Salföld – che conserva ancora integralmente la tipica architettura dei piccoli villaggi ungheresi – è stata creata una riserva di animali da fattoria di razza ungherese, in particolare bovini grigi e pecore racka. Nei dintorni è possibile assistere a spettacoli equestri, tipici dell’antica tradizione magiara. I dintorni di Tapolca si segnalano poi per una interessante zona dove sorgono 14 colli di basalto, a forma di cilindro, ricoperti da vigneti. Rarità geologica, sempre in questa località, è la grotta con il lago Tavas barlang, lunga 4 km e da visitare in barca. Nel centro di Tapolca, sulla riva del lago Malom, si trova un mulino ad acqua di ben 200 anni fa, ora trasformato in albergo, e sempre qui si trova il più antico edificio di istruzione popolare dell'Europa Centrale, ora ristrutturato come biblioteca municipale e museo.

…e per finire tante curiosità

A Baláca-puszta (Nemesvàmos) si possono visitare i resti di un villaggio e di una fattoria di epoca romana, un tempo tappa importante sulla strada dei commerci per Acquincum (odierna Obuda); a Örvènyes il mulino ad acqua sul torrente Pècsely macinava frumento già nel 1211 e custodisce ancora oggi gli arnesi e strumenti dei mugnai (via Szent Imre u. 1.); al cimitero di Balatonudvari infine si trovano 50 tombe segnalate da pietre a forma di cuore risalenti agli anni 1808-1840.

Eventi e manifestazioni al Balaton


Da maggio a settembre le località sulle rive del Balaton si animano di numerosi eventi e manifestazioni di diverso genere. Ecco una rapida carrellata di numerose opportunità per tutti i gusti.

Regate di vela a Balatonfüred

Gli appuntamenti più importanti con la vela avranno luogo a Balatonfüred. Tra questi, segnaliamo: i Campionati europei “420 & 470” (8-16 agosto); la Giornata della Vela della Penisola di Tihany (19 agosto); la Coppa europea «LASER» (11-13 settembre) e la Coppa europea «Asso» (16-20 settembre). Informazioni: balatonfured@tourinform.hu.

Enogastronomia e folklore

A Balatonfüred, dall’8 al 30 agosto si tengono le Settimane vinicole in riva al Balaton, con degustazione e vendita dei migliori vini della zona ed un festival internazionale di danza e musica popolare, in programma dal 18 al 19 settembre, attirerà numerosi amanti del folclore tradizionale.

(http://viaggi.leonardo.it/mete/85154/ungheria-scoprirne-la-cultura-e-la-gastronomia)
alazaro Enviado - 04 agosto 2009 : 22:28:18
Family holidays at Lake Balaton

TRAVELBITE.co.uk
Friday, 08 May 2009

Sitting outside of the eurozone, Hungary is shaping up to be one of the best value destinations for travel this year – and families looking for a beach holiday that won’t break the bank should take a look at resorts around Lake Balaton.

Known locally as the 'Hungarian Sea', Lake Balaton’s northern shore is around a two hour drive from Budapest Airport and is easily combined with a few days exploring the stunning Hungarian capital.

It’s the largest freshwater lake in central Europe and, because of its size, looks more like a sea than a lake. It’s where Hungarians go to play during the summer time, creating a fantastic resort atmosphere with plenty going on to entertain the whole family.

There are many activities for enthusiasts on the lake, or close by, including swimming in the silky, shallow water, sailing and kite surfing; walking and horse riding, golfing and bird watching, wine tasting and exploring the lakes historic towns and palaces.

With sunshine also expected throughout June to late September, and water temperatures of around 25C, it is a great alternative beach holiday destination for families this year.

Three main tourist resorts

Balatonfüred (http://www.balatonfured.hu/en_index.php) is a grand resort on the north shore with an aristocratic legacy - first mentioned in written works of the nearby Tihany Abbey in 1211.

The resort rose to prominence in the early 1700s when a spa was established.

The elegant town, with its Baroque high street, was one of the first tourist towns on Balaton and maintains an air of elegance and quiet superiority even today. The origins of its opulence can partly be traced back to the town's mineral springs ("füred" means "baths") and the town is now home to one of Europe's top heart hospitals.

In the 19th century, Balatonfüred was something of an artists colony famously patronised by Hungarian opera legend Lujza Blaha and famous author and politician Mór Jókai.

Visiting guests can stay at the three star all-inclusive Danubius Hotel Marina (http://www.danubiushotels.com/en/our_hotels/hungary/balatonfured/hotel_marina) located directly on the shore of Lake Balaton in Balatonfüred.

Families will love the hotel as it has its own private beach and plenty of activities such as swimming, tennis and rent-a-bike to keep everyone amused, plus lots of things for kids including a mini club house, a playground and lagoon, and children’s buffet.

Prices are from €70 (£60) per person per night (children over seven and under 14, get a 50 per cent discount, children two to six years a 70 per cent discount and children, one year and under are free when sharing their parent’s room).

The price includes accommodation, three meals a day with local wine, beer and aperitifs, plus an entertainment programme for the children. The hotel opens from the end of April until the end of September.

Across the lake Keszthely (http://www.keszthely.hu/en/) is the oldest settlement on Lake Balaton and was an important hub of commerce in Roman times.

The beautiful Festetics Mansion with its ornate wrought iron gate, surrounded by an English park, is the third largest chateau in the country and one of the most popular attractions in Hungary. Other attractions include the Balaton Museum (http://www.museum.hu/museum/index_en.php?ID=723) that details the history of bathing culture and the local flora and fauna, plus archaeological and ethnographic memorabilia of 7,000 years, and the Safari Park and Africa Museum established by the renowned Hungarian hunter, Endre Von Nagy, with camels, buffaloes and zebras plus a rich collection of African artifacts.

It is also worth visiting Lake Héviz (http://www.lakeheviz.com/), just a short distance from the town, famous as the second largest thermal water lake in the world - with a summer temperature of 33-35°C.

The lake’s therapeutic waters and thermal mud are utilized in the pampering and relaxation packages available at the resort. Additional treatments can be booked at extra cost including aromatic oil and traditional body brush massages and Dead Sea salt or Cleopatra baths.

Holidaymakers are invited to stay at the three star Hotel Helikon (http://www.danubiushotels.com/en/our_hotels/hungary/keszthely/hotel_helikon), located on the shore of Lake Balaton. The location offers a wide range of facilities including private beach, swimming pool, wellness and sport facilities.

Prices are from €106 (£90) per room per night for two adults sharing in July on a half board basis. Child discounts are available.

Finally, Siófok (http://www.siofok.hu/index_eng.php) is the largest town on the southern side of Lake Balaton and is known for being the party town of the lake with a lively atmosphere during the summer months.

Its port serves every boat route on the lake and is where many cruise boats that take people on trips around the lake start from. The resort is very busy over the weekends in July and August, culminating in the public holiday on August 20th. The focal point is the Coca-Cola Beach House where big-name Hungarian bands play to the sun-baked revellers.

The promenade along the beach front is a hedonist hotspot with plenty of bars and restaurants for a small city.

Visitors can stay at the four star Janus Atrium Hotel (http://book.bestwestern.com/bestwestern/selectHotel.do) a boutique hotel ideal for families in the centre of town.

The hotel features a spa, indoor pool and individually designed rooms and is only 400 metres from the sandy shore of Lake Balaton. Prices in July are around €120 (£110) per room per night for two adults and one child under 12.

There are also plenty of self catering, bed and breakfast and villa options in and around Siófok.

Getting there

Fly to Budapest with Wizzair from Luton; easyJet from Gatwick and Stansted; Malev from Gatwick; British Airways from Heathrow; Ryanair from Glasgow, Bristol and East Midlands and Jet2 from Manchester.

Prices start at £76 per person with Wizzair from London Luton (20 minutes train from Kings Cross) in July.

Car hire for one week is from €327 (£300) in July from Budapest Airport with Regina Rent-a-car and includes unlimited mileage, insurance and green card.

Balatonfüred is only 150km from Budapest Airport and Héviz is 200km.

(http://www.travelbite.co.uk/holiday-ideas/europe/hungary/budapest/family-holidays-at-lake-balaton-$1294007.htm)
alazaro Enviado - 27 julio 2009 : 01:27:47
Hungarospa Hajdúszoboszló
Medicinal and Healthtourism


The development of town Hajdúszoboszló was stimulated by the wonderful medicinal water found 80 years ago by the searching activity of geologist dr. Ferenc Pávai Vajna. During the past seven decades our spa became world famous. With the significant developments of the last years, we have been making serious efforts to raise our facilities on European niveau, we can even give the sick people their joy for life back, futhermore: we can provide unforgottable relaxation for more and more families in our spa and entertaining water centre. We hope that providing quality services on European standards we will be able to receive any nation's visitors, and serve as good example in the society of Hungary's legendary spas.

Accomodation:

* Thermal Camping: http://uk.hungarospa-rt.hu/index.php?action=category&ctid=2673
* Hajdú Camping: http://uk.hungarospa-rt.hu/index.php?action=category&ctid=2672
* Hungarospa Thermal Hotel: http://uk.hungarospathermalhotel.hu/index.php?action=category&ctid=2504

+ info: http://uk.hungarospa-rt.hu/
alazaro Enviado - 20 julio 2009 : 15:47:05
Szentendre, una atracción turística mediterránea en Hungría

MUJER HOY.com , Madrid
07.2009

Budapest, 15 jul (EFE). - A unos 20 kilómetros al norte de Budapest se encuentra unos de los destinos turísticos más destacados de Hungría, la pequeña localidad de Szentendre, considerada como la "ciudad mediterránea" de este país centroeuropeo.

Casas pintadas a todos los colores del arco iris, bares con terrazas, la cercanía del Danubio y el origen de sus habitantes le dan el carácter mediterráneo a la ciudad.

En el curso de la historia, esta población atrajo a diferentes etnias como la alemana, griega, dálmata, eslovaca, croata y serbia.

Por eso, Szentendre siempre fue meta de los artistas húngaros, que se instalaron en la ciudad, dándole un carácter bohemio, mientras que los edificios conservaron los rasgos tradicionales del siglo XIX y XX, así como del barroco, ante todo en la plaza central.

La llamada "escuela de Szentendre", que cuenta con 25.000 habitantes, unió desde 1929 a representantes de diferentes ramas del arte como la pintura y escultura o las artes aplicadas.

La plaza central de la localidad y sus alrededores albergan numerosas galerías, que más allá de las obras de arte, en algunos casos ofrecen té y café en sus cafeterías.

El lugar representa uno de los más relevantes centros de la ortodoxia serbia, con iglesias y conventos, pero también existen aquí comunidades judías y católicas.

Szentendre atrae cada vez a más turistas, lo que ha cambiado el ambiente de la localidad ya que paralelamente aparecieron pequeños negocios, donde venden todo tipo de objetos relacionados con el arte popular magiar, decorados con mucho color.

Asimismo, destaca la gastronomía de lugar, con especialidades autóctonas. También se puede ir al Museo del Mazapán, donde se pueden contemplar esculturas preparadas con esa masa, como la mítica emperatriz austro-húngara Sisi o el recientemente fallecido Michael Jackson.

Algunos restaurantes fueron eternizados por escritores húngaro, que en la actualidad se han convertido en verdaderos "puntos de peregrinación", como, por ejemplo, el céntrico local "Rab Ráby".

En las afueras se puede visitar un museo folclórico al aire libre, donde se construyeron réplicas de casas en los estilos típicos de todas las regiones de Hungría y donde se puede conocer la vida rural del país, sus costumbres y oficios tradicionales.

El nombre de Szentendre (San Andrés) apareció por primera vez en el siglo XII en documentos reales, pero anteriormente los romanos ya se habían instalado en ese territorio.

(http://www.hoymujer.com/reportajes/szentendre,atraccion,turistica,mediterranea,89814,7,2009.html)
alazaro Enviado - 01 julio 2009 : 21:11:44
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alazaro Enviado - 27 junio 2009 : 22:15:47
Panoráma Hotel Eger

3300 Eger (Hungary)
Dr. Hibay Károly út 2.


Hotel Panorama Eger is in the historic centre of Eger, near the south entrance of the castle.

In our four star hotel 38 rooms provide accommodation for up to 80 guests.

Managed by a well-known chef, the air-conditioned Unicornis Restaurant, furnished with excellent taste, welcomes its guests with a wide menu and buffet assortment.

A friendly drink-bar in the hotel lobby and the terrace embraced by lime-trees offer a wide variety of drinks, ice creams and cocktails.

Our hotel offers the novelty of Unicornis Bath House.

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The private room that seats 25 guests is intercommunicating with the restaurant and suitable for various business meetings and private receptions.

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http://www.panoramahotels.hu/eger/index.php?lang=en#id=2
http://szallas.travelport.hu/idealwebpage.php?hhg=30825&prf=24
alazaro Enviado - 18 junio 2009 : 16:15:40
Il castello di Sissi a Gödöllô in Ungheria

PuoiViaggiare.com, Milano
Sabato, 13 giugno 2009

Centro del culto di Sissi in Ungheria è il castello di Gödöllô. Edificato nel cuore di un grande parco, divenne per un’intera epoca un ammirato modello di architettura, con la sua maestosa sala principale decorata in bianco e oro, gli splendidi affreschi, i bagni ricoperti di marmo, la serra botanica, l’ampia scuderia e il teatro barocco.

Il paradiso della regina

Nel 1857 la coppia imperiale visita insieme per la prima volta l’Ungheria. Il Paese è ostile alla corona austriaca, ma gli ungheresi accolgono calorosamente Elisabetta. A Sissi sta stretta la piccola villa affittata a Buda e risulta insopportabile il caldo estivo del Palazzo Reale: nasce così il sogno di comprare un castello in campagna. Il suo desiderio viene presto esaudito. Nel 1867, a seguito del giuramento fatto durante l’incoronazione, Elisabetta e Francesco Giuseppe, regina e re d’Ungheria, hanno l’obbligo di soggiornare spesso e a lungo nel Paese. Il governo ungherese viene incontro ai sovrani: acquista il più grande castello barocco dell’Ungheria, costruito nel ‘700 da Antal Grassalkovich, uno dei più insigni esponenti della nobiltà ungherese, e ne concede l’usufrutto ai sovrani, insieme al parco circostante. Il castello è proprio quello che Elisabetta sognava. Dal 1867 in poi, i sovrani vi trascorrono diversi mesi ogni anno, soprattutto a primavera e in autunno. Gödöllô diviene il rifugio preferito di Sissi. Qui, diversamente dal rigido e soffocante protocollo della corte di Vienna, la regina può condurre una vita quasi spensierata, come da bambina nella sua Baviera: respira la libertà, fa lunghe passeggiate a piedi, in carrozza o a cavallo, organizza gare di equitazione. Va e viene quando e dove vuole, senza essere disturbata.

Il castello oggi


Il castello di Gödöllô ha conosciuto varie vicissitudini, subendo cambiamenti già ai tempi della regina Elisabetta. Più volte ristrutturato, è stato riaperto al pubblico nel 1996. Nelle stanze un tempo usate da Elisabetta è oggi allestita una mostra permanente che mette in luce l’amore della sovrana per la lingua e la cultura ungherese, e ripercorre alcune delle vicende storiche più significative, come ad esempio il ruolo svolto da Sissi nelle trattative tra l’imperatore e il governo ungherese per la definizione del sistema di potere adottato in Ungheria dagli Asburgo. Nella camera dell’Imperatore è ospitata la mostra sulla cerimonia d’incoronazione.

Dall’autunno fino alla primavera, nell’aula magna del castello vengono organizzati concerti di musica da camera, che d’estate hanno invece luogo nel cortile, all’aperto. Al pianterreno, poi, è stato realizzato un ristorante con tre sale per ricevimenti. Il parco del castello è sede anche di gare ippiche, mentre la serra delle palme – costruzione in vetro e ferro battuto realizzata nel 1870 – è oggi, come un tempo, centro florovivaistico attrezzato anche per la vendita.

Manifestazioni in programma a Gödöllô


8-9 agosto – Giornate Barocche al Castello. Ogni anno vengono rievocate la stagione di Antal Grassalkovich, costruttore del Castello reale, e l’epoca del barocco. Gli ospiti possono rivivere la magia dei tempi passati mediante fiere d’epoca, spettacoli di giocolieri, maschere, burattinai, spettacoli equestri, concerti e balli barocchi.

9 agosto – «Lo speziale, opera teatrale di F.J. Haydn, in scena nel Teatro barocco del Castello.

25 settembre – «Il matrimonio segreto», dramma giocoso di D. Cimarosa, in scena nel Teatro barocco.

1-4 ottobre – XI Festival Internazionale di Arpa. Conferenze e concerti, nel corso di questo evento ormai tradizionale, aperto a tutti coloro che praticano lo studio dell’arpa e a tutti gli amanti della musica.

Per informazioni: http://www.kiralyikastely.hu/

(http://www.puoiviaggiare.com/2009/06/13/il-castello-di-sissi-a-godollo-in-ungheria/)
alazaro Enviado - 21 febrero 2009 : 22:02:57
Hungría. Malév lanza nueva web y eleva un 29% sus ventas 'online' en 2008

Finanzas.com
, Madrid / Noticias EUROPAPRESS
06/02/2009 - 19:05

Malév ha renovado su página web, a la que incorpora servicios adicionales, y mejoras tecnológicas en su accesibilidad con el objetivo de dotarla de mayor rapidez a la hora de realizar reservas y buscar las ofertas, informó hoy la compañía aérea húngara, que elevó un 29% sus ventas 'online' en 2008.

Entre las mejoras incorporadas cabe destacar el área de compra de billetes y el acceso a los servicios adicionales, como el 'check-in' y el seguro de viaje para los pasajeros de Malév, según resaltó el responsable de comercial y de marketing de Malév, Anikó Nemes.

El proceso de compra del billete se inicia de modo inmediato tras seleccionar la ruta interactiva del mapa de la red, y permite calcular la tarifa más asequible en cada ruta con un margen de 90 días. Otra nueva incorporación es una ventana que permite seleccionar las mejores ofertas en las páginas personales de más de 30 países específicos, incluido España.

"Esta renovación era necesaria porque el antiguo 'website' estaba más orientado a proporcionar información que a constituirse en un canal de asistencia y ventas como ahora", añadió.

El diseño de la nueva imagen 'online' de la compañía fue encargado a Sense/Net y a la agencia Kiwrowski para adaptarla a los distintos niveles de demanda del sector aéreo, desde los profesionales del sector turístico a los internautas y posibles clientes de la aerolínea.

Además, los clientes habituales de Malév pueden consultar su acumulación de puntos o registrarse en el programa de fidelización con un simple formulario 'online'.

UN 29% MAS DE VENTAS 'ONLINE'

Las ventas 'online' de Malév registraron un aumento del 29% en 2008, por lo que la compañía ha decido renovar sus servicios en la Red, con la introducción de la facturación electrónica y la posibilidad de modificar los billetes.

La compañía ha incorporado el 'check-in' en nueve destinos --Atenas, Berlín, Bucarest, Frankfurt, Londres-Gatwick, Praga, Roma, Sofía y Madrid--. Los destinos más populares entre los internautas el año pasado fueron Londres, París, Amsterdam, Tirgu Mures y Bucarest.

A partir de 2005, Malév introdujo los billetes electrónicos, que han sustituido por completo a los billetes impresos a finales de 2008.

(http://www.finanzas.com/noticias/economia/2009-02-06/89263_hungria--malev-lanza-nueva-eleva.html)
alazaro Enviado - 07 enero 2009 : 21:32:32
Especialistas elaboran un "Vademécum" de los baños termales de Hungría
La Asociación Húngara de Balnearios promueve su estudio con la Biblioteca Szechenyi


BuscaSalud / TERMAS WORLD

17/12/2008

La Asociación Húngara de Balnearios trabaja en la realización de un "Vademécum" de los Baños Termales de Hungría en cooperación con la Biblioteca Nacional Szechenyi, de Budapest. Expertos profesionales colaboran en la investigación de esta obra que pretende ser un libro de consulta y formación para las empresas balnearias.

La Asociación Húngara de Balnearios con una dilatada trayectoria en la edición de publicaciones de los establecimientos termales , estudia incluir para este año una nueva Guía de Balnearios sobre el funcionamiento y planificación de la empresa balnearia.

En 1995 , utilizando sus propios recursos promocionales, presentó la primera guía titulada "Balnearios de Hungría", editada en inglés, alemán y húngaro. El libro resultó ser un manual de imprescindible consulta, por lo que se hizo una segunda versión húngara en 1997, y dos segundas versiones , en inglés y alemán, en 1999.

La posibilidad de catalogar los Balnearios de Hungría con el apoyo de una institución de reconocido prestigio como la Biblioteca Nacional Szechenyi de Budapest, avala una mayor proyección nacional e internacional de los Baños y Termas de un país con más de 2000 años de cultura balnearia.

EMPRESAS BALNEARIAS

En 1992, en el Balneario Hotel Gellért, de Budapest, cinco empresas de establecimientos termales decidieron constituir la Asociación Húngara de Balnearios. De mutuo acuerdo la definieron como "una asociación de organizaciones económicas y de empresarios que operan en balnearios y de aquellos otros que participan planificando, desarrollando y construyendo balnearios responsabilizándose de su mantenimiento".

Según fuentes consultadas por Termas World, la recién creada Asociación Húngara de Balnearios, integrada por 15 miembros celebró su primera Asamblea General en Budapest , en la primavera de 1993 . En dicha Asamblea se sentaron las bases para la fundación de los comités profesionales ( médico, educativo , técnico y económico). En la siguiente Reunión se crearon los Comités Económico, Educativo y Médico.

La creciente actividad participativa dio lugar a una ampliación de funciones, responsabilizándose el Comité Económico de los asuntos legales y el Comité de Calificación para el control de calidad y definición de asuntos de disciplina. En el 2002, la Asamblea fundó el Comité de Mercado.

La Asociación Húngara de Balnearios fomenta las relaciones internacionales con otras Asociaciones similares de países próximos como Austria , Slovakia, Transilvana y Alemania. Es habitual que asistan a sus Asambleas los líderes políticos de asociaciones balnearias extranjeras para intercambiar experiencias y solucionar problemas comunes.

En 1996, el Presidente de las Asociaciones Europeas de Balnearios (ESPA) hizo una presentación en la Asamblea con motivo de la entrada de Hungría en la ENRA como país que todavía no pertenecía a la UE.

Ese mismo año, la Asociación Húngara de Balnearios se unió a la ESPA y en 1998 se convirtió en miembro regular de la organización europea. En el 2001, la ESPA celebró su Reunión de Asamblea anual por primera vez en Budapest. En 1997 fue invitada a participar en la Asamblea de la OMTH, que actualmente preside el húngaro, Mr. Tamás Bender y de la que es partnet, la Oficina Nacional de Turismo de Hungría.

(http://www.buscasalud.com/boletin/noticias/2008_12_17_16_33_58.html)
alazaro Enviado - 27 agosto 2008 : 14:58:57
New Hungary Accommodation Travel Guide has been introduced
GoHungary.eu, is a growing accommodation and travel guide about Hungary in the European Union,
has been launched


PR-inside.com
2008-08-08

www.gohungary.eu is a directory of hotels, pensions, guesthouses & apartment accommodation in Hungary for European and American visitors. All accommodation possibilities come with direct contacts, addresses, telephones, maps, directions and photos. This guide is a reliable source of information about accommodation in Hungary for tourists and visitors.

Director of GoHungary explains:" The site also offers affordable advertising solutions for accommodation owners such as: Hungarian hotels, pensions, guesthouses & apartment accommodation proprietors. Their accommodation appears on a high quality website."

"Hungary has emerged as one of Europe's most popular destinations. The country is getting more popular among visitors from all around the world. With the help of this website we would like to introduce Hungary's beautiful tourist attractions and places, such as Lake Balaton, Western Transdanubia, Southern Transdanubia, Northern Hungary and the Northern Great Plain. Our visitors are able to search for quality accommodation in Hungary, and they can also find useful travel information about Hungary.' -he added.

For additional information on the news that is the subject of this release, please log on to www.gohungary.eu .

If you wish to contact GoHungary to find quality hotels, pensions, guesthouses & apartment accommodation accommodation in Hungary, please visit: www.gohungary.eu

(http://www.pr-inside.com/new-hungary-accommodation-travel-guide-r745743.htm)
alazaro Enviado - 11 julio 2008 : 22:17:35
La ciudad balnearia de Harkány distinguida con el certificado de espacio saludable de Hungría
Con más de un millón de visitantes anuales, está catalogada entre las estaciones termales más importantes
de Europa


BuscaSalud
11/07/2008

TERMASWORLD.- La ciudad balnearia de Harkány catalogada entre las estaciones termales más importantes de Europa, ha sido distinguida con el certificado de espacio saludable de Hungría. Con más de un millón de visitantes anuales, armoniza su oferta de ocio con terapias termales y lúdicas que favorecen el turismo de salud en alta montaña.

Las aguas termales se remontan a 1823. Cuenta con tres fuentes abiertas cuya temperatura es de 61,7º C. Contienen azufre, flúor y ácido silícico y están indicadas para curas de enfermedades reumáticas, psoriasis y del sistema digestivo. El baño termal de Harkány es reconocido a nivel europeo.

El balneario medicinal de la ciudad se encuentra ubicado en medio de un gigantesco parque acuático, de 7.600 metros cuadrados y está abierto todo el año. Cuenta con tres piscinas termales y amplía su oferta con 5 piscinas para el esparcimiento. Dispone de cabinas de masajes, electroterapia, fitness, piscinas, sauna y solarium.

Esta oferta lúdica se complementa con una atención médica personalizada que incluye una amplia gama de servicios como baños con pesas, con sal y carbonatos, tratamientos de barro medicinal, masaje de chorro subacuático y gimnasia correctiva.

La ciudad balnearia de Harkány forma parte del patrimonio hidrográfico termal y de salud de Hungría, país de una riqueza de incalculable valor, ya que buena parte del territorio húngaro, guarda en el subsuelo una auténtica reserva de aguas minero medicinales.

Según fuentes consultadas por Termasworld, Hungría cuenta con 66 balnearios acreditados de los cuales 9 están ubicados en la capital Budapest. Además de 56 hoteles balnearios dentro de su red hotelera. Se han contabilizado unas 385 ciudades con balnearios de las cuales 13 se le han otorgado certificado de espacio saludable.

De los 1.372 manantiales termales actualmente conocidos, casi 300 son utilizados como baños y uno de cada diez están en la capital. Eso significa que hay más de 130 manantiales minerales y medicinales en Budapest. Unas 221 fuentes de aguas minerales y 203 manantiales de aguas medicinales. ¿Cuál es la diferencia entre mineral y medicinal?. Agua medicinal es agua mineral en la cual experimentos médicos han demostrado que produce efectos curativos.

La mayoría de las aguas medicinales son efectivas en el tratamiento de las enfermedades de movimiento y hay algunas que ayudan en problemas ginecológicos, enfermedades de la piel o, en la modalidad de curas mediante bebida, enfermedades de estómago y desordenes de riñón. Para procesos reumáticos 5 yacimientos de barros medicinales, siendo Héviz, uno de los más reconocidos internacionalmente.

Grupos de médicos especialistas y de gran formación profesional están preparados para los cuidados de los huéspedes en los baños medicinales, sanatorios, balnearios y hoteles con centros de salud que han sido construidos en torno a los manantiales. Los tratamientos personalizados se programan en una oferta conjunta previa consulta para establecer la condición física de la persona. Las variaciones del tratamiento son virtualmente ilimitadas.

Los expertos recomiendan las cuevas medicinales para el tratamiento de problemas respiratorios; la efectividad de los tratamientos se debe al aire limpio y con gran humedad. Del total de las 5 cuevas medicinales, la mas conocida es la de Josvafo en el Parque Nacional de Aggtelek, un lugar Patrimonio de la Humanidad.

Una especialidad particular en el norte de Hungría es un viento en la corteza terrestre (una mofeta) que desprende gases conteniendo bióxido de carbono y que es utilizado con fines curativos. Este es un baño seco recomendado para aquellos que tienen problemas de corazón o circulatorios, tensión alta y enfermedades de la piel. También está recomendado para tratamientos de seguimiento con fines recreativos.

PÉCS, CAPITAL CULTURAL 2010

La estación termal de Harkány se encuentra a 25 km de Pécs, uno de los lugares más Mediterráneos de Hungría y designada Capital Cultural de Europa en el 2010.

Situada en el condado de Baranya, al suroeste del país , fue colonizada por los romanos con el nombre de Sopianae. Hoy es una de las cinco ciudades más grandes del país magiar, acogedora y llena de vitalidad.

Ciudad multicultural, se pueden detectar las diferentes raíces culturales, latinas, otomanas, germánicas, croatas de épocas anteriores y es , hoy en día, el máximo exponente de la cultura croata, alemana y romanesca (gitana).

La Universidad de Pécs, anteriormente conocida como Universidad Janus Pannonius por el talentoso poeta de origen croata, es la quinta universidad más antigua de Europa (1367). Entre otros lugares de interés turístico destacan la Catedral, la Mezquita de Gazi Kasim Pasha y el Museo Arqueológico.

Destacar que la ciudad Pécs es la puerta cultural para aquellas zonas de los Balcanes que todavía no tienen acceso directo a la Unión Europa.

(http://www.buscasalud.com/boletin/noticias/2008_07_11_18_43_16.html)
alazaro Enviado - 23 mayo 2008 : 13:15:32
Une visite à Miskolc

Colette DEHALLE (Budapest)
LE PETIT JOURNAL
vendredi 16 mai 2008

Avec près de 200.000 habitants, Miskolc à l'est du pays, dans le département de Borsod-Abaúj-Zemplén, est une des plus grandes villes de Hongrie. Célèbre par son festival annuel d'opéra, elle ne l'est pas moins par son université, la plus grande institution du nord du pays

Celle-ci a été créée en 1949, mais en réalité elle aura bientôt 300 ans, elle a succédé en effet au collège des Mines de Selmecbánya, Schemnitz en allemand, actuellement Banská Štiavnica en Slovaquie centrale, ville d'environ 10.000 habitants inscrite au Patrimoine mondial de l'UNESCO le 11décembre 1993. Au lendemain de la création de la Tchécoslovaquie le 28 octobre 1918, le collège se replia à Sopron, à l'ouest de la Hongrie. A Banska Štiavnica on utilisa en 1627 la poudre à canon dans les mines et furent mis en service des lacs de drainage. En 1735, Samuel Mikovíny fonde la première école des mines de la région. Elle était voisine d'importants gisements de cuivre, et en moindre mesure d'argent, or et fer. Dans les années 1760, le gouvernement de Vienne soutenu par Marie-Thérèse la transforme en collège des Mines, ce fut la première université technique au monde. La ville décline au XIXe avec l'épuisement des filons. Actuellement, il est possible de visiter le musée de la mine ainsi que des galeries.

L'université de Miskolc a ouvert sa bibliothèque au public en 1974, elle comporte plus de 30.000 ouvrages conservés de 1735 à 1918, dont certains très rares du XVIe siècle. Par ailleurs, est présentée une très intéressante exposition consacrée aux trésors de la collection de minéraux de Selmec qui proviennent de plusieurs anciennes mines hongroises.

Un illustre voyageur

Il y a 280 ans, Charles-Louis de Secondat, baron de La Brède et de Montesquieu, effectuait plusieurs longs voyages en Europe, notamment en Autriche et Hongrie. "Contrée opulente et fertile, habitée par une nation fière et généreuse", "Je disais que je voulais voir la Hongrie parce que tous les Etats d'Europe avaient été comme la Hongrie à présent et que je voulais voir les moeurs de nos pères". Agé de trente-neuf ans, récemment élu à l'Académie française, il quitte la France le 5 avril 1728 avec l'intention d'étudier la géographie, l'économie et les mœurs de plusieurs pays européens. Ses observations lui serviront pour élaborer De l'esprit des lois paru en 1748. Il arrive à Vienne le 20 avril. Le 20 mai il est reçu par l'empereur Charles VI puis rencontre le prince Eugène et le 27 part pour la Hongrie. Le 28, il assiste à une séance de la Diète à Presbourg, actuellement Bratislava. Courant juin, il visite les mines de Kremnica, ou Kremnitz et Körmöcbánya en hongrois, Stiavnica et Banska Bystrica ou Neusohl et Besztercebánya en hongrois. Il s'y intéresse beaucoup, si pour lui l'Espagne a mal utilisé l'or qu'elle a ramené du Nouveau-Monde, les mines de Hongrie ont su au contraire organiser le salariat qui a permis de développer le commerce grâce au marché local. "Que la Hongrie trouve ou qu'on lui donne quelque moyen de s'enrichir, on y verra bientôt toutes les marchandises de l'univers". Le 26 juin, Montesquieu revient à Vienne, le 9 juillet il part pour Graz et le 12 août pour Venise où il arrive le 16. Entre le 1er et le 5 septembre, il analyse un flacon d'eau prélevée dans la fontaine de Neusohl, laquelle passe pour transformer le fer en cuivre, il découvre qu'elle contient 1/6 de vitriol. Il se rend ensuite en Hollande et en Angleterre et ne reviendra en France qu'en mai 1731.

(http://www.lepetitjournal.com/content/view/26733/956/)
alazaro Enviado - 01 mayo 2008 : 13:13:48
A la découverte de Debrecen, la "Rome calviniste"

Adrien Pascolini
leptitjournal.com
Mardi 25 juillet 2006

La deuxième ville de Hongrie, à l’est de Budapest, offre des trésors encore méconnus. Elle se trouve au cœur de la grande plaine hongroise, à proximité du patrimoine considérable que représente le parc national d’Hortobágy. C’est aussi une grande place du protestantisme dans le pays. Cela fait en effet son originalité et permet de tracer un petit parcours à la découverte d’un aspect fondamental de l’histoire hongroise.

La visite de Debrecen commence par celle du Nagytemplom ou Grande Eglise qui porte très bien son nom vu ses dimensions des plus impressionnantes. Il s’agit en effet d’un temple protestant aux allures de cathédrale qui a été construit au début du XIXème siècle dans un style classique. On peut même y voir le fauteuil de Lajos Kossuth, héros de la Révolution en 1848.

Le collège réformé constitue l’étape suivante de la visite. Fondé en 1538, il est rapidement devenu un foyer de culture, le plus grand du nord du pays mais aussi dont la renommée dépassait le cadre des frontières de l’Etat jusqu’au Pays-Bas. L’édifice actuel a été bâti entre 1803 et 1816 et agrandi encore entre 1870 et 1874. Il abrite aujourd’hui un musée mais aussi une magnifique bibliothèque qui compte un fond impressionnant de collections et notamment une grande variété de bibles.

Souvenirs historiques

L’oratoire est un lieu de mémoire pour tout le peuple magyar. C’est là qu’en 1849, la nation hongroise a décidé de s’affranchir de la tutelle des Habsbourg qui se faisait pesante depuis deux siècles. Le pays recouvrait enfin sa liberté sous la direction de Lajos Kossuth, cela ne dura guère il est vrai mais c’était une première étape, décisive vers la prise en main direct de leur destin.

La visite de la ville elle-même peut s’achever par un détour par le musée Déri qui présente plusieurs collections que ce soit de peintures, dont le triptyque de Mihaly Munkácsy en constitue l’élément central, mais aussi ethnographiques ou historiques.

Enfin à l’extérieur de la ville on peut se rendre à Nagyerdó qui offre un cadre des plus agréables, au cœur des bois. On y retrouve un parc zoologique, un jardin botanique avec une collection de cactus unique en Europe et une station thermale avec des soins balnéaires pour le plus grand confort des amateurs.

Enfin la journée peut s’achever par l’Aquaticum, parc nautique couvert qui dans une ambiance méditerranéenne permettra aux petits comme aux grands de se délasser après une journée de visites et de découvertes en tout genre.

Pour plus d’informations:
www.hongrietourisme.com
www.debrecen.hu

(http://www.lepetitjournal.com/content/view/7438/956/)
alazaro Enviado - 19 abril 2008 : 01:07:05
Nouvelle vocation pour Gödöllö

C. DEHALLE, Budapest
LEPETITJOURNAL.com
lundi 14 avril 2008

Gödöllö à une trentaine de kilomètres au nord-est de Budapest évoque tout d'abord une attraction touristique toujours très prisée, le célèbre château offert par le gouvernement hongrois au couple impérial François-Joseph Ier et Elisabeth d'Autriche lors de leur couronnement à Budapest en juin 1867. On pense aussi à la colonie de peintres qui de 1905 à 1920 illustra l'Art nouveau hongrois


En 1733, Antal Ier Grassalkovich entreprend sous la direction d'Andreas Mayerhofer la construction du château et incite des immigrants allemands à s'installer dans le village qui devient vite une bourgade florissante. Marie-Thérèse dont il était l'homme de confiance, y vint en 1751. Ses héritiers manifestèrent peu de zèle pour perpétuer cette œuvre.

En 1850, le baron György Sina acquiert le château qu'il revend en 1864 à une banque belge. C'est alors que le gouvernement hongrois le rachète en 1867. Elisabeth devenue reine de Hongrie y effectua de fréquents séjours et fit faire des aménagements par le grand architecte Miklos Ybl. Après la mort tragique de l'impératrice en 1898, François-Joseph n'y vient presque plus. Le régent Horthy y passa parfois. Par la suite, le château connaît des heures sombres, occupé par l'Armée rouge qui y installe une caserne à la fin de la Seconde Guerre mondiale, il sera fortement endommagé. Une autre partie est transformée en maison de retraite. Au départ des troupes soviétiques en 1990 les travaux de restauration purent commencer et 26 salles rendues à leur splendeur passée sont ouvertes aux visiteurs.

Tout un éventail de disciplines

Mais Gödöllö, peuplée d'un peu plus de 30.000 habitants, ne se résume pas qu'à cela. C'est aussi le siège de l'université Szent István, l'institut d'agriculture le plus important de Hongrie. Il y a dans la région une forte tradition agricole et cynégétique qui n'a fait que se renforcer au début du XXe siècle et ne s'est jamais démentie depuis.

Cette université d'Agriculture et des sciences de l'Environnement a regroupé le 1er janvier 2000 de vénérables institutions comme l'université de Gödöllö des sciences agricoles, l'université d'horticulture et l'université vétérinaire. Elle forme des experts actifs dans les secteurs qui touchent l'alimentation, le développement rural, l'horticulture, la pisciculture aussi bien que l'étude de la vie sauvage et les biotechnologies. Elle ne compte pas moins de dix Instituts qui recouvrent toutes les branches, y compris les plus à la pointe actuellement. Une cinquantaine de départements se penchent sur toutes les questions de nutrition, reproduction, microbiologie, éthologie et la section tropicale est réputée. Les cours sont dispensés par de nombreux professeurs attachés à l'Université ou invités devant des auditoires venus de pays divers. Active dans la recherche, collaborant à des programmes européens, elle offre des cours de haut niveau fort appréciés dans le monde si l'on en juge par la multitude de partenariats établis avec environ cent instituts d'une cinquantaine de pays des cinq continents. Naturellement, la présence d'une université aussi dynamique n'a pas été sans retentissement sur l'essor de Gödöllö.

Szent Istvan Egyetem
2100 Gödöllö
Pàter Kàroly, utca 1
28 522 000

SZIE MKK
secrétariat des étudiants
tél: 28 522 059
tanulmanyi@mkk.szie.hu
www.mkk.szie.hu

(http://www.lepetitjournal.com/content/view/25896/956/)
alazaro Enviado - 12 abril 2008 : 00:08:02
Mystic crypts

By Csacsillus
BUDAPEST, The official blog of Babel Hungary
on Sunday, April 6 2008

Pécs is the capital of Baranya County in the region of Southern Transdanubia, this is the fifth largest town in Hungary. Situated at the southern foot of the Mecsek Hills. Pécs is famous for its Mediterranean climate, good wines (wine making has long traditions in the area) and a lot of historical sights: Turkish slim minaret, excellent Zsolnay ceramics, Csontváry paintings and Vasarely patterns.

Pécs was the site of the ancient Roman settlement of Sopianae and in 1009 it became a Roman Catholic bishopric. By clicking here you can take a virtual tour in Pécs.

Some places of the city has become part of the World Heritage Site in 2000 by UNESCO, for instance, the crypts from Roman times.

In the 4th century the Paleochristian community built several zions and chapels, mausoleums, tombs in its cemetery.

These buildings have special kind of paintings, they are comparable only with the Roman catacombs’ painting. On the wall we can see Paleochristian symbols: pigeon, Christ’s monogram, the mug and the glass, and scenes from the Holy Bible: Adam and Eve, Peter and Paul apostles, Maria and Jesus, Daniel prophet at the cave of the lions, The Three Kings, the story of Jonas. By these wallpaintings we can follow up how developed the culture of the Christians is.

(http://budapest.cafebabel.com/en/post/2008/04/06/Mystic-crypts)
alazaro Enviado - 18 marzo 2008 : 00:19:02
Ungheria, appuntamenti di primavera

MASTER VIAGGI on line
M.V. VIII, nr. 52
13-03-2008

L’Ungheria nel mese di maggio si appresta ad accogliere i turisti con manifestazioni che si rifanno alle tradizioni del passato. Tra queste sono da segnalare le Giornate Equestri di Hortobàgy che hanno luogo dal 10 al 12 maggio nel Parco Nazionale dell’Hortobàgy, patrimonio mondiale dell’Umanità. Agli ospiti sarà data la possibilità di assistere ad esercizi equestri molto suggestivi. Verrà premiato con l’occasione il miglior gulyas, la pietanza a base di carne e verdura tipica della cucina magiara servita in coppe di coccio. I pastori e i cavalieri saranno i protagonisti di vorticose competizioni, anche con carrozze, che mettono a dura prova la loro maestria e la loro forza.

Sempre dal 10 al 12 maggio un’altra importante manifestazione è quella delle Cantine aperte, con visite guidate e degustazioni a… metà prezzo. Gli amanti del nettare di Bacco potranno visitare le cantine delle 22 regioni vinicole ungheresi.

Per inciso ricordiamo i bianchi del nord del Lago Balaton, i rossi del Transdanubio, il tokaj dei monti Tatra nel nord e il famoso “sangue di toro” dal rosso intenso della zona di Eger.

Seguendo le strade del vino oltre che venire direttamente a contatto con la vita dei vignaioli e dei contadini, soggiornando negli accoglienti agriturismo, si potrà godere inoltre della calda ospitalità ungherese.

Gli amanti del tokay di questo vino - prodotto nella zona di Tokaj-Hegyalja - (regione riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale) sono invitati a partecipare, dal 23 al 25 maggio, al Festival dei vini del Tokaj. Il programma prevede mostre, fiere manifestazioni culturali e degustazioni, magari accompagnate da prodotti alimentari locali genuini.

A maggio però è piacevole trascorrere le serate anche a Budapest, per esempio sotto il pergolato del Ristorante Jazz Garden per ascoltare dal vivo tutti i giorni, dalle ore 21 in poi, tra un saporito piatto e una buona bevuta di vino, della musica jazz con band di alto livello.

(http://www.masterviaggi.it/detail.php?IdArt=23967)
alazaro Enviado - 17 marzo 2008 : 00:08:18
Presentan el Patrimonio hidrográfico termal y de salud de Hungría
Se han contabilizado unas 385 ciudades con balnearios de las cuales 13 se le han otorgado
certificado de espacio saludable


BUSCASALUD
11/03/2008

TERMASWORLD. - Hungría , país de balnearios y Welness, aporta a Europa un patrimonio de 1.372 fuentes y manantiales de agua minero medicinal con 2000 años de historia. Originales Rutas Saludables y una red hotelera con 844 establecimiento y más de 115.000 plazas hoteleras, de las que 37.500 se concentran en 252 alojamientos de la capital Budapest. Valores en alza que sitúan al país magiar como destino vacacional de bienestar, y en una excelente posición turística como miembro de la Unión Europea.

Hungría entró en la UE en el año 2004, y es a partir de este año, cuando se detecta un interés especial de los españoles por descubrir el país magiar como destino turístico.

József Nemeth, director de la Oficina Nacional de Turismo de Hungría en España, en declaraciones realizadas a TermasWorld (http://www.termasworld.com/), manifestó que España con un 4,4 % de los turistas se afianza como sexto país emisor de turismo, detrás de Alemania, Austria, Estados Unidos, Gran Bretaña e Italia. Con una afluencia de 150.000 viajeros y 390.400 pernoctaciones durante el 2007, incrementa el número de visitantes en un 14 % con respecto a las estadísticas del año anterior.

PATRIMONIO HIDROGRÁFICO TERMAL

En referencia a la nueva catalogación hidrográfica termal y de salud, József Nemeth señala que "Hungría cuenta con el patrimonio termal más importante de Europa y Budapest es la única ciudad del mundo con más de 130 manantiales de agua mineromedicinales del total de las 1.372 catalogadas en todo el país".

Actualmente cuenta con 66 balnearios acreditados de los cuales 9 están ubicados en la capital Budapest. Su red hotelera se ve enriquecida con 56 hoteles balnearios. Se han contabilizado unas 385 ciudades con balnearios de las cuales 13 se le han otorgado certificado de espacio saludable.

Según József Nemeth, de los 1.372 manantiales termales actualmente conocidos, casi 300 son utilizados como baños y uno de cada diez están en la capital. Eso significa que hay más de 130 manantiales minerales y medicinales en Budapest. Unas 221 fuentes de aguas minerales y 203 manantiales de aguas medicinales.

La mayoría de las aguas medicinales son efectivas para tratar enfermedades del aparato locomotor, problemas ginecológicos, enfermedades de la piel o en la modalidad de curas mediante bebida, que favorecen los desordenes de riñón. Para procesos reumáticos existen en el país magiar un total de 5 yacimientos de barros medicinales, siendo Héviz, uno de los más reconocidos internacionalmente. "El manantial termal de Heviz es un regalo de la naturaleza del cual se derivan beneficios para todo nuestro país", puntualiza el director de Turismo.

Grupos de médicos con experiencia y altamente cualificados prestan atención especializada a los huéspedes en los baños medicinales, sanatorios, balnearios y hoteles con centros de salud que han sido construidos en torno a los manantiales. Los tratamientos personalizados se programan en una oferta conjunta previa consulta para establecer la condición física de la persona. Las variaciones del tratamiento son virtualmente ilimitadas.

"Recomendamos las cuevas medicinales para el tratamiento de problemas respiratorios, añade József Nemeth, por la efectividad de los tratamientos que se debe al aire limpio y con gran humedad. Del total de las 5 cuevas medicinales, la mas conocida es la de Josvafo en el Parque Nacional de Aggtelek, un lugar Patrimonio de la Humanidad".

Una especialidad particular en el norte de Hungría es un viento en la corteza terrestre (una mofeta) que desprende gases conteniendo bióxido de carbono y que es utilizado con fines curativos. Este es un baño seco recomendado para aquellos que tienen problemas de corazón o circulatorios, tensión alta y enfermedades de la piel. También está recomendado para tratamientos de control con fines recreativos.

Localidades con el certificado de espacio saludable

* Balf, www.balf.hu
* Bük, www.buk.hu
* Kékestet#337;, www.kekesteto.hu
* Lillafüred, www.lillafured.hu
* Balatonfüred, www.balatonfured.hu
* Debrecen, www.debrecen.hu
* Eger, www.eger.hu
* Gyula, www.gyula.hu
* Hajdúszoboszló, www.hajduszoboszlo.hu
* Harkány, www.harkany.hu
* Hévíz, www.heviz.hu
* Parád, www.parad.hu
* Zalakaros, www.zalakaros.hu

RUTAS SALUDABLES

Bajo el lema "Un Turismo Saludable", Hungría presentó en la Feria Internacional de Turismo ( FITUR )celebrada en el 2004, la Ruta Saludable por el Transdanubio Occidental, uno de los circuitos turísticos con mayor riqueza en patrimonio termal y emblemáticas ciudades balneario, Burk, Sarvar y Heviz, ubicadas en la región más verde del país magiar, el Transdanubio Occidental.

Esta parte de Hungría que hace frontera con cuatro países Eslovaquia, Austria, Eslovenia y Croacia, se extiende desde el Lago Fertó que forma parte del Parque Nacional Fertó-Hansag hasta el Lago Balatón, considerado el "mar de Hungría" y el mayor de Europa central y occidental.

La Ruta de los Wellness que transcurre por el Transdanubio Occidental, junto a la Ruta Termal por Budapest y sus Reales Balnearios, realizada en el 2003, Año de las Salud, forma parte de la serie Rutas Saludables, edición interactiva, coproducida por BuscaSalud.com en su apuesta por el turismo saludable y diseñada por TermasWorld.com, que aporta la experiencia de un equipo de profesionales coordinados por la especialista en Turismo Termal, Mayte Suárez Santos, presidenta de la Asociación Española de Amigos de las Termas.

Es preciamente, en la Ruta Termal por los Reales Balnearios donde Budapest muestra su poder termal y se presenta como la capital de la nueva Europa. La Ruta Termal está realizada con rigor científico y documental, en base a un itinerario eminentemente turístico. Participan en esta creativa experiencia , expertos en turismo de Alemania, Italia, Bélgica, Rumania, Reino Unido, Polonia y España. Según el Director de la Oficina Nacional de Turismo de Hungría en España, los manantiales de aguas termales calientes son uno de los atractivos de la capital húngara, destacando su arquitectura termal influencia de la cultura romana y del más puro estilo otomano, con cúpulas de cobre, bellos mosaicos y el característico remate de media luna en lo alto.

La presentación de las Rutas Saludables en diferentes Congresos de Turismo de Salud y en varias ediciones del Congreso del Termalismo Mundial, responde al interés por encontrar una respuesta terapéutica a enfermedades generadas por una constante vorágine estresante propia de civilizaciones modernas. Actualmente el diseño de las rutas termales está siendo aplicado en diversos países de Latinoamérica.

(http://www.buscasalud.com/boletin/noticias/2008_03_11_21_30_53.html)
alazaro Enviado - 16 marzo 2008 : 00:52:30
Le vie del turismo s'incontrano a Budapest
La capitale ungherese è diventata una delle principali mete europee,
grazie anche a cospicui investimenti stranieri


Massimiliano Rella
BARGIORNALE / IL SOLE 24 ORE.com
10 Marzo 2008

È come il bianco e nero con il colore, l'analogico con il digitale, il vecchio con il nuovo. Basterebbe confrontare un'immagine attuale di Budapest con una fotografia del 1989, anno del crollo del sistema socialista, per cogliere i segni della sua rapida trasformazione, dell'evoluzione di questa metropoli con 2 milioni di abitanti, oggi proiettata verso un ruolo di “world city”. Gli esperti delle famose guide Fodor's (fodors.com), hanno incluso Budapest tra le destinazioni top del 2008, scrivendo che la capitale ungherese “non è mai stata così splendente”. Gli ultimi dati parlano chiaro: il numero di turisti stranieri in visita nel paese, secondo l'Ufficio centrale di statistica, è aumentato dell'11% a novembre 2007 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il numero di turisti ungheresi è cresciuto del 10,4%.

Dal grigiore comunista al lusso occidentale

Ad eccezione dei suoi luoghi simbolo, monumenti cristallizati nella memoria come il Castello, il Ponte delle Catene o lo storico Palazzo del parlamento, il cambiamento si coglie ovunque: dalle luminose insegne dei negozi, alle eleganti facciate delle case in centro ristrutturate a regola d'arte, passando per le nuove aree di periferia dove non si respira più l'opprimente e grigia atmosfera di vent'anni fa. Non manca davvero nulla: le più importanti griffe della moda occidentale che hanno posizionato i loro atelier in viale Andrássy (gli Champs Elysées di Budapest), i nuovi caffè che si rifanno alla tradizione dei locali di fine Ottocento, aree pedonali, boutique hotel e decine di ristoranti, club e bar di tendenza, che sono lì a testimoniare la velocità con cui la capitale ungherese ha accorciato le distanze dalle principali metropoli europee. Non a caso la Banca Mondiale, il più importante organismo internazionale per la ricostruzione, aveva indicato Budapest come un modello da seguire per i paesi emergenti reduci da regimi totalitari.

La rinascita economica

Oggi la capitale è di fatto il motore dell'economia ungherese. La sua veloce rinascita è iniziata immediatamente dopo la caduta della “cortina di ferro” con le prime elezioni democratiche del 1990, ed è proseguita senza stop. Smantellate le basi militari sovietiche ed eliminate dalle piazze le severe statue del regime, oggi confinate in un originale museo, si è dato il via a ristrutturazioni di quartieri, strade, palazzi, monumenti, grazie ai soldi delle privatizzazioni. Nel 1996 è stato aperto un fondo per il rinnovamento urbano, per sostenere il recupero di circa 2mila palazzi e condomini. Dal 2001, oltre un decimo del budget municipale è stato investito per ammodernare i trasporti, con il risultato che oggi il 65% degli abitanti di Budapest usa abitualmente i mezzi pubblici.

Hotel e ristorazione (anche made in Italy)

Attraverso un piano di marketing territoriale si è creato un ambiente sicuro e favorevole per attirare capitali stranieri: dal 2004, anno in cui l'Ungheria è diventata membro dell'Unione Europea, si sono riversati in particolare nel commercio e nel turismo. Questi capitali hanno generato un boom d'iniziative. È il caso dell'attivissimo Gruppo Boscolo, che dopo una lunga operazione di restauro ha riaperto nel 2006 il New York Palace (boscolohotels.com), un luxury hotel di 107 camere che ospita lo storico Cafè New York, aperto nel 1894 e costruito in stile eclettico e neorinascimentale. È italiano anche l'Uhu Villa (www.uhuvilla.hu), elegante albergo sulle colline di Buda, la parte medievale della città.

La ristorazione è un altro ambito in cui il gusto e l'esperienza tricolore si stanno facendo valere. Il fiore all'occhiello è rappresentato dal lussuoso Pava, ristorante art decò, con chef bergamasco e manager veneto, al pianterreno del Gresham Palace, lussuoso hotel riaperto nel 2004 dal gruppo alberghiero Four Seasons dopo un accurato restauro (fourseasons.com): ogni mese c'è una cena tematica, con una cantina italiana che presenta i suoi vini. «Una quota significativa di investimenti stranieri sono stati indirizzati nel settore dell'ospitalità, dando vita a nuovi alberghi di lusso, ristoranti, distretti del divertimento, centri culturali, programmi e servizi turistici», spiega László Fekete, direttore del Bto, l'ufficio del turismo di Budapest. «L'entrata di questi attori esteri ha contribuito ad elevare l'offerta turistica della capitale, portandola a un livello senza precedenti». Nel 2006, su un totale nazionale di 9,8 milioni di pernottamenti, solo Budapest ne ha totalizzati oltre la metà. Senza contare che la capitale è entrata, grazie a una moderna dotazione di spazi per la convegnistica e oltre 35mila posti letto, nelle prime 10 destinazioni europee per eventi congressuali.

Locali trendy e turismo termale

Questo insieme di fattori, saldati alla ricerca del nuovo e del moderno, ha portato all'apertura di locali che dettano tendenza anche all'estero. Ne sono esempio il poliedrico TG Tom&George (www.tomgeorge.hu), ristorante di cucina internazionale, indiana, thai, italiana, francese con angolo sushi bar, o il Mokka Cafè Restaurant (mokkarestaurant.hu ) in stile etnico e menu fusion. O, ancora, il White Heaven, dagli interni bianco latte e un bancone luminoso che muta continuamente colore (whiteheaven.hu), lo Spoon Lounge (spooncafe.hu) su un barcone di 75 m sul Danubio e il Menza (www.menza.co.hu), bar ristorante con elementi in stile anni '70, affacciato sulla vivacissima Listz Ferenc, la zona preferita di chi ama fare tardi.

Budapest ha infine una particolarità: è l'unica metropoli al mondo ricca anche di sorgenti termali. L'acqua termale varia dai 21 ai 78 gradi e fuoriesce da 118 sorgenti naturali e pozzi. Nella capitale si può scegliere tra oltre 30 stabilimenti di acque curative, tra cui anche bagni turchi. Una risorsa strategica che consente alla capitale ungherese un vantaggio competitivo rispetto ad altre destinazioni urbane. Dunque non solo cultura (il 2008 è l'anno del Rinascimento in Ungheria), gastronomia e movida. Ma anche benessere e wellness, proprio in linea con gli utimi trend del turismo internazionale.

(http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_86799,00.html?lw=24;2)
alazaro Enviado - 15 marzo 2008 : 16:43:19
Malév y la ONT de Hungría sellan un acuerdo para colaborar en turismo

Revista 80 días.es
10-3-2008

La aerolínea húngara Malév y la Oficina Nacional de Turismo de Hungría (HNTO) han firmado un acuerdo estratégico destinado a fortalecer la cooperación mutua para promover el turismo en el país magiar. Así, la presmisa básica de esta alianza es la de usar las sinergias de las herramientas de marketing de ambas organizaciones, fortaleciendo su presencia en el mercado turístico internacional.

De esta forma, Malév será la aerolínea encargada de ofrecer cobertura de transporte aéreo en los study tours para la prensa internacional y especialistas en que visiten el país invitados por la Oficina de Turismo en 2008. Por su parte, la línea aérea integrará los spots promocionales “Sonrisas de Hungría y Balaton, el lago de los placeres”, que forman parte de la campaña 2008 del dentro de los programas audiovisuales que se visualicen a bordo de los aviones de la firma, así como en sus actividades para la prensa y presentaciones. La compañía magiar también incluirá en su revista de a bordo (Horizon) artículos, noticias e imágenes proporcionados por la Oficina de Turismo.

Por otra parte, esta cooperación en el ámbito del marketing se extiende, asimismo, al soporte electrónico. El site Malev.com incluirá una sección de turismo con noticias actualizadas sobre Hungría proporcionadas por HNTO, quien a su vez incluirá a Malév en todos sus canales de comunicación, facilitándole la representación en los stands de las ferias de turismo a las que acuda. Junto a esto, la compañía aérea estará presente en determinadas publicaciones del organismo nacional de turismo magiar, incluido su calendario de eventos y sus catálogos especializados en congresos y turismo termal, entre otros, al tiempo que recibirá material gráfico para sus publicaciones, así como CD y DVD promocionales de Hungría.

(http://www.revista80dias.es/noticias/2008/03/especializada/20080310001.html)
alazaro Enviado - 14 marzo 2008 : 00:27:05
HONGRIETOURISME

http://www.hongrietourisme.com/

Entre altes coses / Entre otras cosas:

- Infos générales
- Actualités
- Régions
- Documentation
- Pages professionnelles
- Liens commerciaux
- Tourisme dentaire
alazaro Enviado - 06 marzo 2008 : 23:53:57
El parque 'Memento' de estatuas comunistas es un imán para los turistas

Terra Actualidad - EFE
02-03-2008

La estatua llamada 'jugadores de bolos' por los budapestinos es un verdadero lugar de peregrinaje para muchos españoles que visitan el 'Parque Memento', donde se albergan las estatuas de la era comunista (1945-1989).

Se trata de un monumento a los participantes húngaros en las Brigadas Internacionales Españolas en la Guerra Civil, tallada en 1968 por Makris Agamemnon, explicó a Efe Orsolya Madary, directora de comunicaciones del parque.

Las tres figuras de la composición, situadas junto a unas lápidas con los nombres de ciudades españolas donde hubo batallas importantes, son muy parecidas a las figuras de los bolos, por lo que se merecieron ese apodo.

La idea de este parque surgió poco después de la caída del telón de acero, en 1991, en el Ayuntamiento de la capital húngara como una respuesta a la exigencia de hacer desaparecer las estatuas que recordaban al régimen comunista en las calles y plazas de Budapest.

En poco tiempo se concretó el parque, situado en las afueras de la ciudad, donde se recogieron las esculturas y estatuas más importantes de la época y que hoy atraen a numerosos turistas.

Finalmente, en junio de 1993, en el segundo aniversario de la salida de las tropas soviéticas del territorio húngaro, se inauguró el parque concretando las ideas del arquitecto Akos Eleod.

La mayoría de la figuras tienen una historia propia y están rodeadas de leyendas especiales, como por ejemplo la escultura de Lenin, que en su tiempo se situaba en la isla Csepel, al sur de la ciudad, que es tradicionalmente un barrio obrero.

En la década de los años sesenta, cuando Hungría sufría de escasez de alimentos, un grupo de obreros, cansados los 'tiempos duros' colocaron en la mano de Lenin un pan con manteca de cerdo, comida tradicional de los pobres.

En el cuello del ex dirigente soviético colgaron un cartel que decía: 'Basta de la sonrisita, Lenin, esto tampoco durará para siempre, ni los 150 años de la ocupación otomana fueron suficientes para convertirnos en turcos'.

Otras obras representaciones como punto de ubicación, así la del capitán ruso Ostapenko, en las afueras de Budapest, donde se situaban los turistas con pocos recursos para hacer autoestop y llegar al lago Balaton.

Es curioso pero hay sólo una escultura donde aparece János Kádár, que dirigió el país desde 1957 hasta la caída del telón de acero, pero está escondida entre otras muchas figuras que representan a los manifestantes de la revolución comunista de 1919.

La directora de comunicaciones del parque destaca que en Hungría, durante décadas, no se levantó ni una escultura en memoria de los soldados magiares muertos en la Segunda Guerra Mundial porque participaron aliados de los alemanes, pero sí hay de los soviéticos que formaron parte del ejército que ocupó el país después de haber vencido a Alemania.

La muestra de esculturas se complementa con salas de exposiciones donde los visitantes pueden profundizar sus conocimientos históricos.

En otra sala se puede ver, entre otras cosas, una película preparada en los años sesenta por agentes de seguridad nacional sobre cómo deben actuar los delatores y espías del régimen comunista.

En este espacio es donde podemos ver la copia de las botas de la estatua de Stalin, de casi 2 metros de altura, y que es lo único que quedó en octubre 1956, cuando fue derribada durante la revolución antisoviética en Budapest.

Pese a que después de casi 20 años de la caída del telón de acero estas estatuas parecen representar algo muy lejano, los gestores del parque subrayan que 'El Parque Memorial no es un monumento al comunismo, sino al hundimiento del comunismo'.

(http://actualidad.terra.es/cultura/articulo/memento_parque_estatuas_comunistas_iman_2292773.htm)
alazaro Enviado - 24 febrero 2008 : 22:13:28
Pécs 2010
Los efectos probables del programa CCE en el turismo cultural de la ciudad y región de Pécs


Por Éva Kozma
EL QUINCENAL DE HUNGRÍA, Budapest
núm. 47 (febrero 2008)

Pécs es una ciudad húngara de 150 mil habitantes. Forma parte de tres regiones: es “la capital” de la provincia húngara “Baranya”; es un pilar importante de la región de desarrollo del sur de Panonia; además sigue las tendencias de la Zona Cultural del Sur (desde Temes en Rumanía, hasta Tríes en Italia).

Pécs, situada al sur de Hungría, rodeada de colinas, tiene una atmósfera histórica. Esta área estuvo poblada ya durante los tiempos prehistóricos. Desde entonces, varias tribus y naciones dejaron aquí sus recuerdos. El monumento más importantes son las ruinas del panteón de los antiguos cristianos, las cuales fueron declaradas patrimonio mundial, en 2000, por la UNESCO. La Basílica, los edificios otomanos y la Universidad también nos recuerdan las raíces antiguas y multiculturales de la ciudad.

Durante los tiempos modernos, las artes y artesanías tuvieron un papel muy importante en la vida local. Las fábricas de cerámicas de la familia Zsolnay llegaron a tener fama internacional. Varios pintores, y el arquitecto Marcel Brauer, empezaron sus carreras aquí. Poco a poco se formó una red amplia de museos e instituciones culturales.

Según un estudio hecho en el 2006, Pécs es una de las ciudades más populares para los turistas húngaros. Obtuvo el segundo lugar por ser la ciudad con más actividades culturales, resaltando la importancia de la Universidad y la basílica católica, los actuales símbolos de la ciudad. Pero aunque fue la quinta ciudad más visitada del país, el estudio concluyó que los húngaros no tenían una imagen bien definida de Pécs. A decir verdad, parece ser que los turistas preferían los alrededores de la ciudad a la ciudad misma.

A nivel internacional, la competencia es bastante amplia. Austria, Croacia y Eslovenia quedan muy cerca, y los tres países tienen una oferta turística bien variada y de alta calidad. Por eso el Programa de la Capital Cultural Europea es una excelente oportunidad para la ciudad y su región de crear una oferta específica y competitiva. El Programa, en la mayoría financiado por la UE, además de la presentación cultural de las ciudades, atiende al desarrollo infraestructural y cultural de estas y sus regiones, intentando renovar su imagen e identidad, fomentando el interés turístico y promocionando el desarrollo económico.

En el 2004 el Comité de Turismo del Municipio definió cuatro objetivos: a) ampliar la oferta del turismo patrimonial, b) desarrollar el sector de eventos, conferencias y negocios, c) establecer institutos del turismo de salud, y d) sincronizar las actividades turísticas de la ciudad con su provincia.

En cuanto al turismo patrimonial y cultural, unos proyectos ya han sido acabados, y varios están en proceso en este momento. La construcción del Museo de los Antiguos Cristianos facilita la visita de las ruinas, las cuales se han vuelto una de las atracciones más importantes de la ciudad.

El programa CCE reformará la vida y el turismo cultural de la ciudad. Su implementación consta de cuatro años temáticos (entre otros el 2006 como El año del Patrimonio Cultural) Sirven para llamar la atención del público y también para preparar mentalmente a los ciudadanos para los eventos del 2010. Se realizarán inversiones en infraestructura (transporte, hotelería, servicios) y cultura (sala de conciertos, museos, etc.) para poder satisfacer la demanda que vendrá.

La renovación de las fabricas Zsolnay es la inversión clave del proyecto. Han decidido crear un museo interactivo, con un parque y una zona recreativa. Además van a construir una sala de exhibiciones y una biblioteca moderna con una colección amplia. La reorganización de los sitios públicos, calles y plazas sirve al bienestar de los habitantes y de los turistas. Todo este desarrollo urbano, al final, tendrá un efecto positivo en la identidad e imagen de Pécs.

El hecho que en 2010 otras dos ciudades tendrán el título de capital cultural europea ofrece posibilidades de colaboración. Estambul y Essen también participarán en los eventos que realice Pécs. En ese conjunto de ciudades Pécs será el “puente” ya que tuvo influencia turca y raíces alemanas.

Aunque todas las fuerzas vivas de la ciudad, del mundo de la cultura, los negocios, la esfera civil o administrativa, admiten la importancia de este festival internacional, el cual tendrá lugar en 2010, tienen dificultades para llegar a un acuerdo. Ya ha habido varios cambios en la dirección del proyecto, y lo último es que el Ministro de Cultura ha nombrado un consejo de expertos de la vida cultural húngara para poder planear y coordinar, finalmente, los programas de este periodo tan crucial para la ciudad.

La próxima vez les presentaré la programación de Pécs y les daré algunas recomendaciones de sitios y eventos. Pero hasta ese momento pueden echar un vistazo a la pagina de web oficial del Festival (http://www.pecs2010.hu/) y también a la de la Ciudad (http://www.pecs.hu/).

(http://www.quincenal.hu/)
alazaro Enviado - 02 febrero 2008 : 15:06:08
Ungheria: meno arrivi dall'Ue, ma profitti alberghieri a +6%

TTG Italia

28/01/2008

In calo l'incoming ungherese. Le ultime cifre ufficiali, che arrvano alla fine di novembre 2007, indicano in 3,2 milioni il totale di turisti stranieri nel Paese, per una somma di 9,6 milioni di notti, con una diminuzione del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2006. Il tempo trascorso da cittadini dell'Unione europea in Ungheria si è abbreviato dell'1,5% e particolarmente vistoso è risultata la diminuzione delle presenze tedesche, scese dell'8% su base annuale. Tuttavia nei primi 11 mesi del 2007, secondo quanto riportato dalla sede Ice di Budapest, i profitti alberghieri sono risultati del 6% superiori a quelli dell'anno precedente, arrivando a 277 miliardi di fiorini (circa 1,1 miliardi di euro).

(http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Ungheria__meno_arrivi_dall_Ue,_ma_profitti_alberghieri_a__6_.aspx?id_news=235890&idx=1&L=IT)
budapest123 Enviado - 28 enero 2008 : 22:50:13
budapest info travel

http://budapest.travel.googlepages.com/home

accommodation - museum- degustations- promenades
with 300 pictures!
alazaro Enviado - 21 enero 2008 : 00:04:59
Il «Carnevale Rinascimentale» di Gyula, in Ungheria, un evento da non perdere

Master Viaggi
VIII nr. 12 - 17-01-2008

In Ungheria il carnevale inizia il giorno dell’Epifania e si conclude ufficialmente il martedì grasso, prima del mercoledì delle Ceneri, giorno in cui inizia la Quaresima. Si festeggia con balli, feste in maschera, sfilate di carri allegorici e danze di congedo dall’inverno.

Un carnevale da non perdere è quello di Gyula, nota località termale al confine con la Romania, a 230 km da Budapest, che si svolge il 2 e 3 febbraio. Le sue origini non risalgono a tempi lontani, ma la ricostruzione delle magiche atmosfere del Rinascimento, con trampolieri, mangiatori di fuoco, sbandieratori, mimi, mercatino e sfilata di maschere garantiscono il successo anche per il 2008.

INFORMAZIONI: www.gyulaikarneval.hu

(http://www.masterviaggi.it/detail.php?IdArt=22973)
alazaro Enviado - 06 noviembre 2007 : 14:21:18
Guiadelmundo
Guía de viajes de Hungría


http://guiadelmundo.com/paises/Hungr%EDa

alazaro Enviado - 01 noviembre 2007 : 00:30:04
TRANSDANUBIO (HUNGRÍA)
El legado de un imperio

El destino de esta región está unido desde hace siglos al de dos familias aristocráticas e influyentes, cuyos palacetes y castillos salpican este particular viaje al pasado


PATRICIA OSUNA
El Mundo, Madrid
Suplemento "Viajes", núm. 68 (Octubre de 2007)

Ocupada durante 150 años por los turcos, reducida por el Tratado de Trianon a una tercera parte de su superficie, castigada primero por el fascismo de Szálasi y el comunismo ruso después, soliviantada en la revolución de 1956... La de Hungría es una historia convulsa. Pero dejarse vencer es un arte que los magiares no han cultivado. Los que visiten su capital, Budapest, o enclaves próximos como Szentendre —a orillas del Danubio— apenas obtendrán un atisbo del halo noble, del deje de tristeza que mora en el país. Hay que emprender un largo camino para conocer de cerca el pasado inconmovible de sus ciudades, ríos navegables, complejos termales, palacios y fortalezas.

Una ruta de múltiples escalas por el noroeste de Hungría, la región conocida como Transdanubio, es un primer paso. De extensión similar a la de Cataluña, el Transdanubio prosperó durante la Edad Media gracias a los mercaderes que cruzaban Europa en busca del Adriático y permaneció en manos de los Habsburgo durante los 150 de ocupación turca.Así fue como sus ciudades y monumentos resistieron los envites de la Historia. Una Historia que tiene nombres y apellidos. Dos exactamente: Esterházy y Széchenyi. Los primeros fueron príncipes palatinos e imperiales, mecenas de las artes, embajadores de la corte de los Habsburgo. El linaje de los Szechenyi fue, por el contrario, abanderado del liberalismo aristocrático. Ambas familias, sagas centenarias y cruciales en Centroeuropa, pueblan con sus palacetes y castillos —reclamo de turistas ocasionales y escenario de películas de época— el Transdanubio.

REMANSO DE PAZ

Partiendo de Budapest por la M1 dirección Györ, la primera parada de esta viaje en el tiempo se produce en el Monasterio de Majkpuszta, en los aledaños de la población de Oroszlány. Fue fundado en 1730 por los monjes camaldoleses (orden escindida de los benedictinos) en los dominios del príncipe Esterházy. Rodeados por el bosque y las colinas de Vértes, los monjes practicaban el voto de silencio en este aislado complejo formado por el monasterio barroco, una iglesia y, dispuestas alrededor de ella de forma simétrica, una veintena de casas con jardín donde los camaldoleses llevaban su vida contemplativa de forma independiente. Hoy, estas viviendas se han reconstruido y se alquilan a turistas en busca de sosiego. Del resto del conjunto sólo quedan las ruinas (visitables) y la música de Pál Esterházy, el compositor de la saga que escribió Harmonia Caelestis en 1711 y cuyos fragmentos se escuchan en las alturas del campanario cada cuarto de hora.

El legado de los Esterházy continua en Tata (retomando la M1 y desviándose a la derecha). Esta ciudad repleta de jardines, iglesias y molinos de agua conserva un vetusto castillo de la familia a orillas del lago Öreg y un impresionante invernadero restaurado en el interior de un parque inglés (único en Hungría).

Avanzando por la carretera que lleva de Tata a Györ se llega a Komárom, ciudad dividida por el Danubio —el Tratado de Trianon utilizó el río como frontera fluvial y sus habitantes quedaron a caballo entre Hungría y Eslovaquia—. Aunque perdió su centro histórico, que quedó en la margen eslovaca, Komárom conserva el fuerte de Monostor, el más grande de Centroeuropa. Durante su época de esplendor, más de 2000 soldados y 400 cañones protegían la navegación por el río así como la ruta Viena-Budapest. De nuevo volvemos a la M1 para tomar la salida hacia Bábolna. Aquí se encuentra la famosa yeguada que perteneció a la Hungría Real e Imperial.

RAZA HONORABLE

Fundada en 1789, es la cuna de los caballos shagya, cruce entre los pura sangre árabes y las yeguas de la raza transilvánica. En el patio de la yeguada se alza una estatua ecuestre de bronce en recuerdo a un caballo que, según la leyenda, perteneció a un soldado. Dicen que durante una de las guerras contra Napoleón las tropas austro-húngaras se dispusieron a librar una batalla decisiva. Cuando el caballo volvió solo y sin jinete a Bábolna, supieron que Austria había sido derrotada. El animal había hecho el camino de vuelta a galope tendido, así que los húngaros tuvieron tiempo para esconder los caballos. Y cuando Napoleón entró en Bábolna, no encontró un solo animal: los predecesores de los actuales shagya habían sido puestos a salvo antes de que los furiosos franceses prendieran fuego a la yeguada.

Además de leyendas, Bábolna ofrece varios edificios palaciegos, caballerizas y un picadero de imponente tejado de madera con arañas de cristal. En un antiguo casino para oficiales se encuentra el bistrot Kafe-haz, así como el restaurante Ötösfogat, con museo incluido. Cerca de Bábolna y a 21 kilómetros de Györ, un cielo compacto recibe al visitante en la impresionante abadía de Pannonhalma, arropada por bosques de acacias y robles. Este importante enclave húngaro es Patrimonio de la Humanidad por la Unesco y aún permanece en activo (los monjes pululan entre insolentes turistas que les persiguen cámara en ristre). Pannonhalma se fundó hace más de 1000 años por orden del príncipe magiar Géza —convertido al cristianismo—, y tardó más de cien años en construirse. Resistió a una agitada historia de agresiones por parte de mongoles y turcos y a tan afortunado destino debe la superposición de diferentes estilos arquitectónicos: Los ábsides son de estilo renacentista, el soportal gótico y la fachada de estilo clásico.

El acceso a la iglesia se hace por la Porta Spaciosa, con unas fenomenales columnas de mármol rojo. Aunque lo más destacado de la abadía es su biblioteca, fundada en el siglo XI. Contiene 300.000 volúmenes, algunos incunables.

TERMAS MODERNAS

Retomamos la ruta, esta vez sí rumbo a Györ. Y retrocedemos en el tiempo. El mapa de esta ciudad, una de las poblaciones más importantes del Transdanubio, lo decidieron hace siglos celtas y romanos, que fueron los primeros en asentarse aquí. Hoy es la tercera ciudad de Hungría en cuanto a riqueza monumental (tras Sopron y Budapest) y ha sido distinguida con el Premio Europa por la protección y reconstrucción de su casco histórico. Un paseo por Baross Gábor utca, su principal calle peatonal de reminiscencias barrocas, transporta al viajero al siglo XVII. Aquí confluyen el río Danubio, el Raba y el río Mosoni-Duna, lo que le ha valido el sobrenombre de la Ciudad de las Aguas. No se marche de Györ sin visitar antes su moderno centro termal, un balneario con toboganes al más puro estilo parque acuático, jacuzzi y sauna, y abierto hasta las diez de la noche.

VERSALLES HÚNGARO

Emprendemos ahora el camino hacia Sopron, otra gran ciudad del Transdanubio. Antes de llegar, uno se topa con la minúscula población de Fertöd, donde el príncipe Jozsef Esterházy levantó en 1720 una pequeña joya arquitectónica. El palacio de Fertöd, conocido como el Versalles húngaro —sus 126 habitaciones lo dicen todo—, es un complejo en forma de herradura con un inmenso jardín francés pespunteado por setos gigantescos. Dicen que el príncipe fue un conocido mecenas y melómano en la corte de los Habsburgo, y pocas dudas quedan cuando se observa la casa de ópera, los templos de Diana y Venus, una caseta de baile chino, el teatro de marionetas, la sala de conciertos que tuvo como maestro de capilla a Joseph Haydn —al servicio de los Esterházy durante más de dos décadas— y una sucesión de detalles y decoraciones barrocas y rococó.

De vuelta a la carretera, el viaje hace un alto en Nagycenk, donde se levanta otro castillo, la mansión barroca del conde Isztván Széchenyi. Éste fue sin duda el miembro más relevante de su linaje: abolió la servidumbre, creó la Academia Húngara de Ciencias y financió numerosas obras, entre ellas la construcción del puente colgante de Budapest. Su castillo alberga un museo que narra parte de la historia de los Széchenyi, con jardines cuidados aunque de menores proporciones que los de Fertöd.

EN LA FRONTERA

Cientos de kilómetros y algunos rodeos después llegamos a Sopron, en la frontera con Austria y una de las ciudades medievales con más encanto del Transdanubio. El centro histórico se despliega en torno a dos plazas, Fö tér o Plaza Mayor y la de las Ursulinas, enlazadas entre sí por varias calles paralelas. El viajero camina sobre franjas de sombras, tan estrechas son algunas de sus calles adoquinadas. Que además todavía conservan su nombre original. Sopron atesora remarcables iglesias católicas y luteranas, sinagogas (algunas reconvertidas en museo), residencias barrocas y renacentistas, teatros y casinos. También destila encanto musical. Sus calles paladearon los conciertos de un Franz Liszt infante en 1820. El comercio y la artesanía dotaron a la ciudad de una prosperidad que se refleja en su rico patrimonio.

En la Plaza Mayor, lo más sobresaliente es la Torre del Fuego del siglo XII, que permite obtener una panorámica completa de Sopron más allá de sus murallas. El monumento es un compendio de varios estilos: románico, barroco, renacentista y gótico. Muy cerca, la Casa Storno recrea la vida de la clase burguesa del siglo XIX gracias al mobiliario y las antigüedades de la familia de origen suizo que la habitó durante años (los mismos que restauraron el monasterio de Pannonhalma).

Sin salir de la Plaza Mayor, volvemos a toparnos con nombres ya habituales en esta ruta: varios Széchenyi están enterrados en la iglesia gótica de la Cabra, cuya torre fue construida por un noble que había cometido un asesinato y quería expiar su pecado. El apellido Esterházy también es conocido en Sopron, pues los príncipes tenían un palacio frente a esta iglesia.

El epílogo de este viaje se escribe en medio de la apacible naturaleza húngara. A escasos kilómetros de Sopron se levantan las canteras de Fertörákos. Con 12 millones de años de antigüedad, su piedra fue extraída por los romanos y todos los que les sucedieron hasta el año 1960. Hoy, las angulosidades de esta inmensa roca sirven para ofrecer conciertos al aire libre.

Tras visitar las canteras, la ruta llega a su fin en la reserva natural protegida del Lago Fertö, que Hungría comparte con Austria. Este lago es el tercero más grande de Europa Central y un edén para aves y ornitólogos, con idílicas cabañas lacustres para turistas. Lejos queda la suntuosidad de los palacios Esterházy y Széchenyi. Aquí, la única ostentación procede de la naturaleza en calma.

GUÍA

CÓMO LLEGAR

Malev Hungarian Airlines (Tfno: 902 101 445. www.malev.com) tiene dos vuelos directos y diarios de Madrid a Budapest. Además, conectan España, vía Budapest, con las más importantes capitales de los países del Este.

DONDE DORMIR

En Budapest, punto de partida para iniciar la ruta por el Transdanubio, el reformado y lujoso Hotel New York Palace (www.boscolohotels.com). Más modesto, Hotel Mercure Korono (www.mercure-korona.hu).

En Györ, Hotel Klastrom (Tfno: +36 96 516 910. www.klastrom.hu) y Hotel Schweizerhof (Tfno: +36 96 329 171. www.schweizerhof.hu), de dudosa decoración pero con un restaurante cuyo chef, Herr Matter, es acreedor de una estrella Michelin. En Bábolna, donde se crían los famosos caballos Shagya, Bábolna Hotel (+36 34 568 450. www.babolnahotel.hu). En Tata, Hotel Kristály (+36 34 383 614. www.hktata.hu), nuevo y decorado con estilo.

En la ciudad medieval de Sopron, Pannonia M. Hotel (+36 99 312 180.www.pannoniahotel.com), 62 habitaciones decoradas con antigüedades. Desde 85 euros. A las afueras, rodeado de bosques, Hotel Löver Sport and Wellness (www.danubiushotels.com/lover). En Röjtökmuzsaj (cercano al castillo de Fertöd), Szidonia Manor House (+36 99 544 810. www.szidonia.hu), una mansión reconvertida en hotel y rodeado de naturaleza. Desde 160 euros la doble. En el lago Fertö hay cabañas de madera con 4 habitaciones, ideales si viaja en grupo: Fertö-Tavi Pihenöház (www.pannoniahotel.com). Desde 60 euros la noche (precio de toda la casa).

DÓNDE COMER

En Budapest, Menza (Liszt Ferenc tér. www.menza.co.hu). Cocina de autor con la parroquia más ‘in’ de la capital. Café Gerbeaud (Vörösmarty tér 7. www.gerbeaud.hu), un clásico para degustar los dulces típicos húngaros.

En Bábolna, Ötösfogat étterem és Kávéház, junto al criadero de caballos. En Györ, restaurante La Mareda (www.lamareda.hu). En Sopron, Erhardt et Vinum Étterem (Balfi, 10. www.borvendeglo.hu). También Columbus (Várisi, 1), con buena cocina.

INFORMACIÓN

En la Oficina de Turismo de Hungría (Avda. Brasil, 17. 10º B. Tfno: 91 556 93 48. www.hungriaturismo.com).

(http://www.elmundo.es/suplementos/viajes/2007/68/1193323138.html)
alazaro Enviado - 01 noviembre 2007 : 00:15:52
Malév alcanza once vuelos semanales entre Madrid y Budapest en esta temporada de invierno

FINANZAS.COM
Madrid, 29.10.2007 (EUROPA PRESS)

Malév Líneas Aéreas Húngaras ha elevado el número de frecuencias entre Madrid y Budapest hasta alcanzar un total de once vuelos a la semana en esta temporada de invierno, debido a la creciente demanda en España para volar a la capital de Hungría, informó hoy su director de Ventas y Marketing, O'Mahony.

La aerolínea cubre "cuatro franjas horarias" para volar entre las dos ciudades, de forma que se ha adaptado a los horarios españoles para que los turistas "puedan maximizar su tiempo en Budapest". Además, tras su reciente incorporación a la Alianza Oneworld, los clientes de Iberia Plus podrán acumular puntos con sus viajes con Malév.

En este año visitarán Hungría un total de 150.000 españoles, lo que se traduce en un incremento del 14% con respecto a 2006. El 10% del total serán viajeros de negocios. España se encuentra con estas cifras en el "quinto o sexto" país emisor de turismo después de Alemania, Austria, Reino Unido e Italia.

Sin embargo, las autoridades húngaras buscan incrementar los turistas españoles "por su calidad, ya que gastan dos veces más que un alemán". Para ello, han lanzado una campaña que se podrá ver en nuestro país, a través de distintos canales, para el periodo entre el 1 de diciembre y el 31 de marzo, a la que han puesto de título, 'Invasión de Invierno'.

Durante la campaña, Malév ofrecerá tarifas especiales para volar en este periodo --185 euros ida y vuelta con todo incluido en clase turista y 805 euros en 'business'--, para los billetes adquiridos en el mes de noviembre. El objetivo es acoger 15.000 llegadas más y 60.000 pernoctaciones más.

Esta campaña, que se puede consultar a través de la página web www.budapestwinterinvasion.com' ofrece la posibilidad de visitar Hungría durante cuatro noches pagando sólo tres. En esta promoción participan tanto hoteles de tres estrellas como hoteles de cuatro y cinco.

(http://www.finanzas.com/id.9200256/noticias/noticia.htm)
alazaro Enviado - 07 agosto 2007 : 12:50:37
“Nekem a Balaton a Riviéra.” / “Para mí el Balaton es la Riviéra.”

Por Eszter Aranyos
EL QUINCENAL DE HUNGRÍA
Núm. 34 - Agosto 2007

Balaton es el lugar veraniego húngaro por excelencia. Y si hubo alguien que no pasó en su infancia algún verano en sus playas, seguro que no hay persona alguna que no haya querido estar allí, al menos una vez. Es un mito, un símbolo, parte de nuestra historia, nuestro mar. O como dice la canción, nuestra Riviera.

Históricamente no era más que un gran lago lleno de peces y rodeado de viñedos. Pero a principios del siglo veinte la aristocracia lo hizo suyo transformándolo en un exclusivo lugar de veraneo. En origen, de la mano de algunas congregaciones religiosas que lo promocionaron como espacio de retiro espiritual. El agua siempre ha tenido eso, entre mágico y relajante.

Y el ahora llegó de la mano del socialismo. Terminó haciéndose pueblo, para el pueblo. Las empresas ofrecían a sus trabajadores casas de recreo (SZOT-üdül#337;) para pasar el verano o algún fin de semana largo, y también eran comunes los llamados campamentos juveniles, donde en cuadrillas se ocupaban de recoger frutas y verduras. La actividad de los pioneros (úttör#337;) era estrella en la zona y todos recordarán el famoso Campamento Pionero de Zánka, donde solo podían ir los niños con mejores calificaciones socialistas.

Por estas mismas épocas ese manchurrón azul que parece un pegote en medio del mapa de Hungría tomó especial relevancia por convertirse en lugar de encuentro de los alemanes del este y del oeste, la vuelta por "Navidad" de las familias partidas. Empezaron a aparecer los ahora típicos cartelitos “Zimmer Frei” indicando que había habitaciones en alquiler. Todo un hito en el desarrollo del Capitalismo en Hungría, porque fueron uno de los primeros negocios de carácter privado, al margen del sistema. Para entenderlo mejor es de manual echar una mirada a la película de Péter Tímár, justamente titulada “Zimmer Feri”, rememorando aquellos primeros años.

Después del primer impulso pasaron años grises, sosos, puede que demasiado familiares para el gusto actual. Pero la insistencia del turismo, tanto húngaro como extranjero, y la necesidad de buscarse las castañas por sí solos después del Cambio, ha hecho que, año tras año, toda la región haya ido ingeniándoselas para brillar en el mapa, de Hungría y de Europa. Hoy, alrededor del lago, de una y otra banda, se sucede una exquisita variedad de festivales. Por ejemplo, estos días estuvo el “Valle de las Artes”.

También, desde hace un cierto tiempo, funciona un aeropuerto en Sármellék, básicamente para vuelos baratos, lo que facilita la movida internacional. Y para entender mejor la dimensión de la avalancha, además de la inmensa cantidad de letreros en alemán que ya comenté, ahora hay que agregar que desde hace tres años cientos de policías alemanes se trasladan en la temporada de verano a la zona para compartir la vigilancia con sus homólogos húngaros. Para los locales, el telediario de cada día ofrece un apartado de unos 10 minutos sobre Balaton, sus playas, clima y actividades.

Lángos, palacsinta y hekk (minipizza, panqueque y pescado), en fila, bordeando un inmenso lago de 70 kms de largo y 7 de ancho. Un lago que, pese al constante de la comida de playa, no es homogéneo. La geografía e historia de cada una de sus orillas marca una forma diferente y personal de entender las vacaciones. La parte sur es la juvenil y fiestera, plagada de hoteles y discotecas. Es una llanura que se enfrenta al lago en una suave playa arenosa. De este lado es imposible ahogarse, es bien bajito. La orilla norte es la histórica y cultural, con pequeños pueblos de pescadores, algunas montañas y viñedos. Aquí está la famosa Abadía de Tihany, en cuya carta de fundación, de 1055, está nuestro primer antecedente lingüístico. De cara a la natación hay que enfrentarse a las piedras y a las profundidades. Aquí sí alguno se ha ahogado ya este verano.

La sede central de la orilla sur, el lugar veraniego más grande y verbenero de todo Balaton, y uno de sus puertos principales, es Siófok, en la punta sureste. Su nombre significa cabo del Sió, por el canal que construyeron los romanos para regular el nivel del lago, y que todavía hoy funciona, aunque con mejor tecnología, claro.

Siguiendo la costa llegamos a Zamárdi, donde encontramos la llamada Szamárk#337; (Piedra de Burro), una piedra rectangular solitaria, resto de los tiempos de la fundación del país, que pudo servir como altar de sacrificio de aquellos húngaros paganos.

Otros sitios históricos de la zona sur son Szántód, en la parte en que se estrecha el lago, y donde desde hace siglos funciona el único trasbordador del “charco”. Después está Balatonföldvár, con un hermoso castillo celta; y para los melancólicos, Szárszó, donde se suicidó Attila József.

Llegando al final de la orilla sur se halla Fenékpuszta, donde después de años de investigación arqueológica terminaron por encontrar los restos del Valcum, un castillo de la época de Traiano.

Kisbalaton, en la punta oeste, es una reserva natural, en plan pantano, uno de los lugares preferidos por los ornitólogos por su excelente flora y fauna. Aquí hay una isla, totalmente de arena, donde está construida Zalavár, donde Cirill y Metód, famosos misioneros eslavos de la iglesia ortodoxa, vivieron recluidos cuatro años, y donde probablemente está enterrado Metód.

Finalmente, por recomendar alguna playa de pendiente suave y arena, con buena infraestructura para el turismo, vale la pena apuntarse Balatonlelle, Balatonboglár, Fonyódliget y Bélatelep.

Pasando a la orilla norte, y elevándonos por el basalto del Badacsony, damos con Keszthely y su precioso castillo barroco. En verano es famoso por los conciertos que se organizan a la noche en sus jardines. También está, entre antiquísimos viñedos que dicen datan de la época de los romanos, Hévíz, el mejor baño termal de toda Hungría, de 27º a 38º, famoso por sus flores de loto y sus cualidades curativas, especialmente para cuestiones reumáticas.

En cuanto a la península de Tihany, no se trata solo de historia, ni de abadía. También está cargada de rima, del eco del que hablan los poetas, y de misticismo, al pasar la puerta de los monjes basilitas del patio del gobernador Kiyeviano Jaroszláv, el Sabio.

Balatonfüred es el lugar veraniego más antiguo de la parte norte. A mediados del siglo XIX funcionaba como centro cultural de excelencia, lugar de encuentro de escritores, poetas y actores. Aquí se construyó, 6 años antes que en Budpapest, el primer teatro firme del país, de material, el primer teatro de piedra, como se dice en húngaro. Y todavía están las mansiones de los famosos Mór Jókai y Lujza Blaha, construídas entre 1860 y 1870. Es un lugar pionero por antonomasia. Por ejemplo, de aquí salió, de la mano de István Széchenyi, el primer barco a vapor, en 1846. Y si la historia no es suficiente para el anzuelo, romper una lanza por la salud y por el Hospital del Corazón, importantísimo por sus aguas minerales y donde hasta el propio Rabindranath Tagore vino y se curó.

Bueno, aquí termina el tour virtual, y os recomiendo apuraos porque, como sabéis, en breve se acaba el verano. Después del 20 de agosto todo son tormentas y frío.

(http://www.quincenal.hu/)
alazaro Enviado - 12 julio 2007 : 14:38:19
WEB OFICIALS DEL TURISME A HONGRIA
WEB OFICIALES DEL TURISMO EN HUNGRÍA


Hungary: http://www.hungarytourism.hu/
En hongarès, anglès i alemany.
En húngaro, inglés y alemán.

Turinform: http://www.tourinform.hu/main.php?folderID=879&lang=eng
En hongarès, anglès i alemany.
En húngaro, inglés y alemán.

El temps / El tiempo: http://www.weatherinhungary.com/?x=18&y=11
En anglès, alemany, francès, italià, castellà, eslovac, romanès i hongarès.
En inglés, alemán, francés, italiano, castellano, eslovaco, rumano y húngaro.

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